“Sebbene incardinato in questa Diocesi, da ormai molti anni, il sacerdote aveva intrapreso un suo percorso di attività personali che esulavano dalla vita e dalla pastorale di questa comunità ecclesiale”. Lo rende noto in un comunicato la Diocesi di Aversa, dopo la notizia dell’arresto di don Livio Graziano, accusato di atti sessuali su un 13enne che era stato accolto nella sua associazione ad Avellino. 

Sacerdote arrestato per abusi, la Diocesi di Aversa si dissocia: “Solidarietà alla vittima”

Il sacerdote, nonostante fosse incardinato presso la Diocesi di Aversa, da tempo si trovava in Irpinia dove aveva fondato un’associazione con lo scopo di offrire supporto terapeutico a coloro che soffrivano di problemi di ansia, depressione e di disturbi alimentari. 

Dopo aver trascorso alcuni anni in ritiro spirituale presso il Santuario di Montevergine (Avellino), don Livio aprì ad Avellino un ufficio di consulenza nutrizionista e successivamente ha fondato la cooperativa sociale “Effatà, Apriti”. 

La Diocesi di Aversa prende dunque le distanze dalla vicenda che vede protagonista il sacerdote ed esprime vicinanza alla vittima. “Esprimendo grande solidarietà e vicinanza a chi è stato vittima della violenza, La Diocesi attende con fiducia che l’azione investigativa dei competenti organi giudiziari faccia il suo corso e nella preghiera affida ogni fratello e sorella alla carità di Dio”, conclude in una nota. 

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