Più paletti per chi non accetta il lavoro, dopo il secondo rifiuto c’è la revoca del beneficio. Il Reddito di Cittadinanza non sarà abolito nel 2022, ma tale misura subirà una serie di modifiche al fine di evitare che qualche furbetto possa percepire indebitamente il sussidio economico. 

Reddito di cittadinanza cambia nel 2022: dal taglio dell’assegno alla revoca. Le novità

Nella bozza della Legge di Bilancio – che dovrebbe essere approvata dal Parlamento nelle prossime settimane – si apprende che se il percettore del Reddito di Cittadinanza rifiuta un’offerta di lavoro congrua vedrà scattare un decalage mensile. E non solo in questo caso. La quota si abbassa (la decurtazione dovrebbe essere di 5 euro) anche se non ci si presenta “almeno ogni mese”, senza “comprovato giustificato motivo”, presso un centro per l’impiego.

Ma cosa si intende con l’espressione “offerta lavorativa congrua”? Proviamo a chiarire. Secondo la bozza della Manovra 2022, perché un lavoro a tempo indeterminato sia definito tale dovrà svolgersi entro 80 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile entro 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici. Nel caso di seconda offerta di lavoro congrua, lo è se il luogo di lavoro è collocato nel territorio italiano. Se invece si tratta di un lavoro a tempo o part time, il criterio degli 80 km o dei 100 minuti varranno sia nella prima che nella seconda offerta. 

Al secondo rifiuto, però, scatta la revoca del beneficio. La novità è stata confermata nel corso della riunione a Palazzo Chigi dal premier Mario Draghi con i ministri del Lavoro, Andrea Orlando, delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, e della Pa, Renato Brunetta. 

Da quanto si apprende, entrerà in gioco anche un meccanismo di verifica per accertare che il beneficiario abbia effettivamente ricevuto e nel caso rifiutato l’offerta di lavoro, oltre ai meccanismi per facilitare l’incontro tra domanda e offerta.

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