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Trova un assorbente sporco fuori dal cestino e costringe le dipendenti a spogliarsi per scoprire chi ha il ciclo mestruale. E’ la grottesca vicenda registrata in un supermercato Conad di Pescara che ha scatenato le reazioni di sindacati e lavoratori.

Pescara, trova assorbente sporco fuori dal cestino: costringe dipendenti a spogliarsi

L’episodio è documentato da un audio WhatsApp che la titolare dell’attività commerciale ha inviato a tutti i capi reparto dopo aver ritrovato un assorbente usato fuori dal cestino nel bagno dell’ipermercato. “Voglio il nome e cognome di chi oggi ha il ciclo mestruale, ok? Sennò gli calo le mutande io”, avrebbe detto nella nota vocale.

Dalle parole la donna è passata ai fatti. Visto il rifiuto delle lavoratrici di comunicare quanto richiesto, l’imprenditrice ha inoltrato nuovi messaggi vocali con tanto di minacce. Se non fosse venuto fuori il nome della responsabile, avrebbe inviato una lettera di contestazione a tutti i capi reparto e avrebbe adottato provvedimenti disciplinari fino al mancato rinnovo dei contratti in scadenza.

L’umiliazione negli spogliatoi

Dopo aver messo i capi reparto sotto pressione, la donna è riuscita a ottenere l’elenco di tutte le lavoratrici in servizio dalle 13 e 30 alle 13 e 45, frangente temporale in cui è stato ritrovato il tampone incriminato. Ne erano 12. Da qui è scattato il “rastrellamento”. Come infatti spiega la Filcams Cgil Abruzzo e Molise, le ragazze sono state invitate a manifestare loro estraneità al fatto, togliendosi pantaloni e slip negli spogliatoi alla presenza di un capo reparto donna. Non è chiaro quanti di loro abbiano acconsentito ma in molte si sono recate al sindacato per denunciare l’accaduto. Il sindacato di Pescara valuta adesso l’avvio di azioni legali.

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