Nella mente dei residenti di Mezzocannone, nel cuore della città partenopea, rimbombano ancora le urla strazianti della donna. Sono stati loro ad allertare il 113, dopo che il figlio 17enne aveva chiesto disperatamente aiuto. “Aiutatemi, aiutemi! Mia madre vuole uccidersi! Mia madre vuole uccidersi! Aiutatemi!”, avrebbe detto il ragazzo nel tentativo di costruirsi un’alibi.

Napoli. “Si sta ammazzando”, e chiede aiuto ai passanti: così 17enne ha ucciso sua madre

Ma quando gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale (Upg) e del commissariato Decumani sono accorsi a casa, insieme ai Vigili del Fuoco, che nel frattempo erano passati per una finestra, hanno scoperto che cosa era successo davvero: un matricidio. L’adolescente, secondo quanto si apprende, aveva ancora le mani insanguinate. 

Stando ad una prima ricostruzione, il 17enne, di origini lituane e figlio adottivo della donna, ha afferrato un coltello da cucina al culmine di una lite con la madre, scoppiata nel tardo pomeriggio di ieri, e poi l’ha colpita ripetutamente. Con una ferocia inaudita. Fino a ucciderla.

Il giovane è stato poi fermato dai poliziotti e portato al Commissariato, dove è stato interrogato a lungo per cercare di ricostruire nei dettagli che cosa è scattato nella testa del minorenne e quali sono le ragioni che lo hanno portato al folle gesto. Non è ancora chiaro se, oltre ai due, in casa vi fossero altre persone.

In precedenza non ci sarebbero stati segnali evidenti che potessero far pensare ad una tragedia simile. La vittima, Filomena Galeone, lavorava per l’Asl Napoli 1 Centro, era dirigente medico psichiatra e referente dell’unità fasce deboli e cure domiciliari, in un vicino distretto. Anche suo marito è un medico e lavora in un ospedale cittadino. Sulla vicenda, intanto, indagano la polizia e la procura per i minorenni.

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