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Monaldi, il presidente Roberto Fico dispone l’ispezione: “Situazione più grave del previsto”

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Parte dall’ispezione regionale il nuovo sviluppo sul caso del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha ricevuto la prima relazione della Direzione generale Tutela Salute: il quadro emerso è definito più grave del previsto e, soprattutto, precedente all’intervento del 23 dicembre.

Monaldi, il presidente Roberto Fico dispone l’ispezione: “Situazione più grave del previsto”

 

Nel documento si evidenziano criticità diffuse: protocolli non aggiornati per il trasporto e la conservazione degli organi, mancato utilizzo di dispositivi già disponibili, formazione del personale ritenuta insufficiente, problemi nei rapporti interni e ritardi nelle comunicazioni alle autorità sanitarie. Una situazione descritta come “sistemica” e già presente prima della vicenda.

Alla luce dei risultati, Fico ha disposto una nuova ispezione straordinaria sull’Azienda ospedaliera dei Colli, che sarà condotta anche con il supporto di tecnici esterni. L’obiettivo è verificare eventuali responsabilità organizzative e accertare se le criticità fossero note e non affrontate.

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Stop alle attività di trapianto

 

Intanto resta ferma l’attività di trapianto cardiaco pediatrico al Monaldi. La Regione ha stabilito che non riprenderà finché non saranno garantite tutte le condizioni di sicurezza. I pazienti in lista d’attesa sono stati indirizzati all’ospedale Bambino Gesù di Roma.

Per la riattivazione del servizio sono state fissate alcune condizioni: spazi dedicati alla cardiochirurgia pediatrica, assunzione di specialisti con esperienza, aggiornamento dei protocolli, rafforzamento della formazione e maggiore integrazione tra le strutture coinvolte. Previsto anche il trasferimento del Centro Regionale Trapianti dagli uffici dell’ospedale alla Regione, con l’obiettivo di aumentare il controllo sulla rete. Sul caso resta aperta anche un’inchiesta della magistratura, con sette medici indagati. L’8 aprile è in programma una seduta monotematica del Consiglio regionale.

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