intervento mister pasquale d'aniello

“In vista della prossima gara con la Fiorentina, se fossi in Spalletti, darei un solo messaggio alla squadra: non bisogna stravincere, ma vincere. Non serve dare altre dimostrazioni della nostra identità, ma niente regali nei primi 20-30 minuti”.

Mister D’Aniello: “Se il Napoli batte Fiorentina e Roma fa filotto”

E’ questo l’auspicio di mister Pasquale D’Aniello, intervenuto a Club Napoli All News in onda su Teleclub Italia, il quale è tornato anche sulla bella vittoria di ieri in casa dell’Atalanta. “Spalletti ha fatto una cosa che in futuro faranno tante squadre: sulla pressione a tutto campo dei bergamaschi, ha chiesto al difensore centrale di andare a giocare con la linea degli attaccanti. Tuttavia – ha osservato – il Napoli deve ancora migliorare tanto nella scelta dei momenti. Chi ha evidenziato di più questo particolare, è stato Ospina che ha messo la palla nello spigolo del campo a sinistra del Napoli che giocava da 5-6 minuti nella sua area per dare un segnale”.

Dopo il 2-0, “Koulibaly ha ecceduto nella sua giocata sopra-linea. Dopo il 2-1 non ho visto tutto questo affanno, mentre Lozano è entrato con grande cattiveria – ha sottolineato mister D’Aniello – puntando la porta e non la bandierina. Il Napoli è stato deciso sulle cosiddette mezze palle, al contrario di Palomino dell’Atalanta che in un’azione fa 33 errori: il difensore centrale dei tre, che aveva in consegna Mertens anche quando andava a centrocampo a raccordare, è uscito su Zanoli, il quale dopo aver fatto 60 metri di campo, ha portuto servire in profondità il belga, il calciatore più furbo della serie A, che pregustava già il rigore”.

In occasione del gol dell’Atalanta, però, “il Napoli ha avuto in atteggiamento ibrido: il cross di Miranchuk, che è la migliore giocata della partita, è passato un millimetro sopra la testa di Koulibaly e l’errore non è stato suo, ma piuttosto di Mario Rui che era nella postura sbagliata quando poteva accorciare e frapporsi solo con il corpo. Invece Lobotka, giocatore da cui non si può prescindere – ha concluso il tecnico – si porta la gente a spasso per il campo e pare che li prenda in giro”.

Di Antonio Di Monaco

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