Due uomini sono finiti in carcere con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di Carmine Guarino, 51 anni, e Antonio Siviero, 31 anni, ritenuti dagli investigatori vicini agli ambienti del clan Amato-Pagano, il gruppo camorristico conosciuto anche come quello degli “Scissionisti”. A eseguire l’ordinanza di custodia cautelare sono stati i carabinieri della Compagnia di Marano, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli.
Melito, pressioni e minacce a un cittadino: due arresti
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due indagati avrebbero esercitato una serie di pressioni nei confronti di un privato cittadino con l’obiettivo di ottenere quanto richiesto. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe proprio il presunto ricorso alla forza intimidatrice derivante dalla vicinanza agli ambienti camorristici. Un elemento che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato utilizzato per incutere timore nella vittima e costringerla a cedere alle richieste. Guarino e Siviero vengono indicati dagli investigatori come contigui ad ambienti riconducibili agli Amato-Pagano, clan storicamente radicato nell’area a nord di Napoli e in particolare tra Melito e Mugnano.
Trasferiti nel carcere di Secondigliano
Dopo l’esecuzione della misura cautelare, entrambi sono stati condotti in carcere. Guarino e Siviero saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia nel penitenziario di Secondigliano, dove avranno la possibilità di rispondere alle accuse e fornire la propria versione dei fatti. Antonio Siviero è difeso dall’avvocato Luigi Poziello, mentre Carmine Guarino è assistito dall’avvocato Raffaella Cristofaro.







