Nella seduta di consiglio regionale di oggi pomeriggio il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha fatto un bilancio delle opere realizzate nell’ultimo anno. Un lungo intervento in cui l’ex sindaco di Salerno si scaglia contro l’opposizione di centrodestra colpevole, secondo il capo della giunta regionale, di aver prodotto disastri amministrativi nel quinquiennio precedente al primo mandato 2015-2020.

Quale è il futuro della Campania?

Nel corso dei lavori nella Pubblica Assise il governatore campano si sofferma anche sull’ipotesi vagliata dal governo sulla zona arancione, esprimendosi così: ” Noi dovremmo essere già in zona arancione in Campania, non in zona gialla per i dati che abbiamo. Nell’ultima riunione di ieri con i direttori Asl da un punto di vista sanitario avremmo interesse ad andare subito in zona arancione, ma da punto di vista sociale no. Stiamo liberando posti di reparti ordinari per accogliere malati Covid. Per terapie intensive invece dobbiamo riaprire pur avendo problema drammatico di personale sapendo che tutto questo pesa sulla vita della nostra gente. Mancano infermieri, anestetisti, medici. Se arriviamo a occupare al 10% terapie intensive dobbiamo chiudere il resto. Stiamo dando l’anima per non sforare le soglie del 15% dell’area medica e del 10% delle terapie intensive.”

Mancano dunque 2 giorni per la cabina di regia attraverso cui il Governo Draghi scioglierà la riserva sulla zona arancione. Quale sarà la decisione? Si andrà in zona arancione? Saranno messe in campo altre misure restrittive? Al momento nulla di ufficiale anche se l’allarme dell’Istituto Superiore di Sanità non lascia spazio ad interpretazioni alternative. La variante Omicron ben presto si diffonderà nel resto del Paese, motivo per cui occorre correre ai ripari al più presto. Prima che sia troppo tardi.

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