Dopo la definitiva chiusura del Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, cresce la preoccupazione per il futuro occupazionale dei dipendenti. Per questo motivo, domani mattina, mercoledì 24 luglio, lavoratori, fornitori e cittadini scenderanno in piazza per chiedere interventi concreti a tutela dei posti di lavoro. Il sit-in è stato organizzato a partire dalle 9:30 davanti all’ingresso della struttura di via Stabia 500. Secondo gli organizzatori, alla manifestazione potrebbero partecipare circa mille persone, unite dalla volontà di difendere l’occupazione e garantire continuità lavorativa alle famiglie coinvolte.
La Sonrisa, domani la protesta dei lavoratori: attese circa mille persone davanti all’hotel
La mobilitazione arriva dopo la conferma da parte del Consiglio di Stato della legittimità del provvedimento con cui il Comune di Sant’Antonio Abate ha revocato le autorizzazioni necessarie all’attività dell’albergo. Una decisione che ha portato allo stop delle attività della celebre location resa nota al grande pubblico grazie al programma televisivo Il Castello delle Cerimonie.

I promotori della protesta spiegano che l’iniziativa è nata spontaneamente con l’obiettivo di attirare l’attenzione delle istituzioni, dei media e dell’opinione pubblica sulle conseguenze sociali della vicenda. Al centro delle richieste c’è la salvaguardia dei livelli occupazionali e la tutela di tutti i lavoratori impiegati nella struttura.
Particolarmente delicato è il momento in cui è arrivata la chiusura. Il provvedimento è infatti intervenuto nel pieno della stagione estiva, periodo cruciale per il settore degli eventi e dei ricevimenti, quando numerose cerimonie erano già state programmate da tempo. Attraverso il presidio di domani, i dipendenti lanceranno quindi un appello alle autorità competenti affinché vengano individuate rapidamente soluzioni in grado di garantire la prosecuzione delle attività e la salvaguardia della stagione lavorativa in corso, evitando che una complessa vicenda amministrativa si traduca in una grave emergenza sociale per il territorio.






