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Infermiera aggredita a Giugliano, CISL FP: «Inaccettabile». Porcelli: «Accelerare su nuovo ospedale»

Nuovo grave episodio di violenza ai danni del personale sanitario all’ospedale “San Giuliano” di Giugliano. Un’infermiera in servizio al triage del Pronto soccorso è stata aggredita da una donna di 54 anni, che l’avrebbe colpita alla schiena con pugni e schiaffi mentre la professionista era impegnata a prestare assistenza a un’anziana paziente. Secondo quanto riferito dalla CISL FP, alla base dell’aggressione ci sarebbe stata la volontà della 54enne di accelerare i tempi dell’assistenza. Dopo l’episodio, la donna responsabile dell’aggressione è finita agli arresti domiciliari.

Infermiera aggredita a Giugliano, CISL FP: «Violenza inaccettabile». Porcelli: «Accelerare su nuovo ospedale»

 

Un fatto che riaccende l’attenzione sulla sicurezza degli operatori sanitari e, più in generale, sulle difficili condizioni nelle quali medici, infermieri e personale dei reparti di emergenza-urgenza sono spesso chiamati a svolgere il proprio lavoro. Netta la presa di posizione della CISL FP, che ha espresso piena solidarietà e vicinanza all’infermiera aggredita mentre svolgeva il proprio servizio.

Il sindacato definisce quanto accaduto un atto di violenza «vile e inaccettabile» e sottolinea come la sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nei Pronto soccorso, rappresenti ormai «un’emergenza non più tollerabile». La CISL FP ha annunciato che seguirà attentamente l’evoluzione del caso, valutando tutte le possibili iniziative di tutela legale e sindacale a favore della professionista coinvolta. L’obiettivo, sottolinea il sindacato, è garantire protezione e sostegno non soltanto alla vittima dell’aggressione, ma a tutto il personale del Pronto soccorso e dell’ospedale San Giuliano. Al centro della richiesta c’è la necessità di assicurare concretamente l’incolumità fisica e la dignità di chi quotidianamente lavora al servizio dei cittadini.

Porcelli: «Chi aggredisce un sanitario sottrae tempo alla cura degli altri pazienti»

 

Sull’accaduto è intervenuto anche il consigliere regionale Giovanni Porcelli, che ha espresso solidarietà all’infermiera e all’intero personale sanitario dell’ospedale giuglianese. «Chi aggredisce i sanitari è da condannare non solo per la violenza su chi è lì per offrire un servizio a chi è in difficoltà, ma anche perché sottrae tempo prezioso alla cura di altri pazienti. Non è tollerabile», afferma Porcelli.

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Per il consigliere regionale, tuttavia, l’episodio deve spingere anche a una riflessione più ampia sulle condizioni nelle quali il personale è costretto a operare. Porcelli richiama infatti le criticità strutturali del San Giuliano, indicando «spazi inadeguati», la forte pressione sul Pronto soccorso e ambienti che non sempre permetterebbero di assicurare condizioni adeguate tanto agli operatori quanto ai pazienti.

«Bisogna accelerare sul nuovo ospedale di Giugliano»

 

Da qui il richiamo al progetto del nuovo ospedale di Giugliano. «Non è più il momento di indugiare», sostiene Porcelli, secondo il quale il territorio ha bisogno di una struttura moderna, con spazi adeguati, maggiore sicurezza e ambienti progettati sulle esigenze sia dei pazienti sia degli operatori.

L’aggressione al San Giuliano diventa così l’ennesimo campanello d’allarme su un problema che va oltre il singolo episodio. Da una parte c’è la necessità di contrastare con fermezza ogni forma di violenza contro medici, infermieri e operatori sanitari; dall’altra emerge la richiesta di intervenire sulle condizioni organizzative e strutturali dei presidi maggiormente sotto pressione.

Garantire la sicurezza di chi cura significa infatti tutelare anche chi ha bisogno di essere curato. E per un territorio vasto e popoloso come quello giuglianese, il tema delle condizioni del Pronto soccorso e della realizzazione del nuovo ospedale torna inevitabilmente al centro del dibattito sulla sanità locale.

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