Il Covid in Italia continua a destare preoccupazione: pertanto, il Governo è pronto a prorogare l’obbligo del Green Pass fino al prossimo marzo 2022. Un modo per prevenire nuove ondate e, al contempo, spingere verso il vaccino coloro che continuano a professarsi No Vax e No Pass.

Green Pass verso la proroga a marzo 2022

Attualmente, la certificazione verde è richiesta per gran parte dei lavoratori e per accedere a determinate strutture fino a dicembre 2021: la proroga per altri tre mesi, fino al 2022, appare pressoché scontata mentre ancora è da valutare quella dello stato di emergenza, che terminerà il 31 dicembre 2021.

Se con l’arrivo dell’inverno, i casi dovessero aumentare e determinare una vera e propria nuova ondata, lo stato di emergenza dovrebbe infatti essere prorogato.

Al momento, non è ancora stato presentato alcun piano ufficiale dal Ministero della Salute, ma le ipotesi in campo sono sostanzialmente due: estendere il Green pass oltre la scadenza del prossimo 31 dicembre, prolungando anche lo stato di emergenza almeno per la prima parte del 2022; oppure introdurre l’obbligo vaccinale anche per altre categorie di lavoratori a contatto con il pubblico.

Le parole del sottosegretario Sileri

Che il Green pass sul lavoro fosse l’ultima misura dell’emergenza Coronavirus da togliere, era stato già anticipato dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: secondo il suo ragionamento, si inizierà con il distanziamento, poi con le mascherine e, infine, eliminando il certificato.

Sileri sostiene che le attività produttive abbiano bisogno ancora di sicurezza massima: non è escluso, inoltre, che la terza dose di vaccino possa diventare necessaria per tutti.

I certificati di malattia

Intanto continua l’impennata dei certificati di malattia: in Friuli-Venezia Giulia, sono arrivati a crescere addirittura del 70% nella giornata di venerdì 22 ottobre; in Umbria l’incremento è del 38% e nel Lazio del 24%. La media italiana è del 18%.

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