Manca più di un mese al Natale e c’è già chi pensa a come organizzare al meglio le festività natalizie. A causa della pandemia, però, bisognerà ancora adeguarsi ad una serie di restrizioni sia nel nostro Paese che all’estero.

Green pass e restrizioni, cosa si potrà fare a Natale e Capodanno

L’emergenza pandemica non è ancora finita. A fine anno il governo dovrebbe decidere anche su altre misure, come lo stato d’emergenza – in scadenza il 31 dicembre – che dovrebbe essere prorogato fino a marzo, e il Green pass, che verrà esteso con ogni probabilità fino a giugno 2022. In attesa che l’Esecutivo si pronunci in merito, per dicembre si deciderà se e quali provvedimenti dovranno essere messi in campo per i giorni di Natale.

Secondo Pier Paolo Sileri, sottosegretario alla Salute, vivremo “un Natale libero. I casi continueranno a crescere ancora un po’. Grazie alla carta verde non subiremo restrizioni”. Fiducioso anche il sottosegretario alla salute, Andrea Costa: “Confido che questo possa essere un Natale diverso da quello dello scorso anno. Molte scelte dipenderanno da quanti non vaccinati decideranno di vaccinarsi”.

Cosa cambia per alberghi

Gli hotel non hanno l’obbligo di chiedere la certificazione verde agli ospiti, eccetto in casi in cui la struttura preveda la possibilità di ricevere al suo interno anche clienti esterni, vale a dire coloro che si recano negli alberghi solo per pranzare o cenere.

Vacanze all’estero

Per quanto riguarda le vacanze all’estero è necessario consultare le liste stilate dal ministero degli Esteri e della Salute. Ad oggi tra i Paesi per cui non sono previste limitazioni sugli spostamenti sono i seguenti:  Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Svizzera.

Per quanto riguarda chi arriva o torna da altri paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada, Cile, Giappone e Israele, non è previsto l’obbligo di isolamento fiduciario per chi esibisce un tampone negativo effettuato nelle 72 ore prima e il certificato vaccinale.

Per i Paesi citati nell’elenco E, ossia gli Stati non indicati nelle altre liste, gli spostamenti in entrata e in uscita sono autorizzati solo per determinate motivazioni, ma non per turismo.

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