Lo avrebbe sorpreso mentre armeggiava all’interno della propria automobile, parcheggiata nell’area di sosta del Lidl di via Pigna, a Giugliano. Da lì l’inseguimento e le minacce, con uno dei componenti del gruppo che avrebbe impugnato anche un bastone per garantirsi la fuga.
Giugliano, tentato furto in un’auto alla Lidl e poi minacciano il proprietario: arrestato 24enne
I fatti risalgono allo scorso 19 luglio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il proprietario dell’auto si sarebbe accorto del tentativo di furto sorprendendo un uomo all’interno del veicolo. Il malvivente avrebbe quindi raggiunto due complici che lo attendevano a bordo di un’altra vettura. Quando il proprietario avrebbe tentato di rincorrerli, sarebbe stato minacciato con un bastone.
Sull’episodio sono scattate le indagini dei carabinieri di Giugliano e Villaricca. Un ruolo decisivo nella ricostruzione sarebbe stato svolto dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, attraverso le quali gli investigatori avrebbero seguito gli spostamenti del gruppo e individuato anche una Fiat Punto utilizzata dai sospettati.
Gli accertamenti avrebbero consentito di identificare uno dei presunti componenti del gruppo in Silvio Adzovic, classe 2002, domiciliato nel campo rom della zona Asi e già noto alle forze dell’ordine. Il 3 agosto, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, nei suoi confronti è stato emesso un decreto di fermo per l’ipotesi di tentata rapina impropria.
La cattura
Al momento dell’esecuzione del provvedimento, però, il giovane risultava irreperibile. Le ricerche sono proseguite per oltre due settimane. La svolta è arrivata mercoledì 19 agosto. Alle prime ore del mattino, i militari della Sezione Operativa della Compagnia di Giugliano lo hanno rintracciato in una baracca improvvisata all’interno del campo rom di Giugliano, dove si sarebbe nascosto durante il periodo di irreperibilità. Da lì è stato condotto al carcere di Poggioreale.
Questa mattina si è tenuta l’udienza di convalida. Al termine, il giudice ha disposto la scarcerazione dal carcere e l’applicazione della misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le indagini, intanto, non sono concluse. I carabinieri sono al lavoro per risalire all’identità degli altri due uomini che avrebbero partecipato all’episodio del 19 luglio.







