Il 25 novembre ricorre la giornata contro la violenza sulle donne. Ospiti a Campania Oggi la dottoressa Vania D’Alterio, una delle fondatrici dell’Associazione Braccialetti Rosa, con sede in via Aviere Mario Pirozzi, che da 6 anni si è imposta sul territorio con tantissime iniziative e idee e con tanto supporto alle donne, Emilia Russo, che si occupa del supporto legale dell’Associazione Braccialetti Rosa e Tommaso Marrone del Csf (Centro Servizi Formazione) che ha ricevuto un premio per il progetto “OLTRE”, ossia orientamenti e tirocini per reagire alla violenza, a cui hanno partecipato 5 donne.

Gli interventi di Vania D’Alterio e Emilia Russo

“Noi abbiamo continuato a sostenere le donne nel reparto di oncologia, purtroppo non in presenza fino a quando non c’era la possibilità di fare tutte la vaccinazione. Il sostegno psicologico è continuato e abbiamo mantenuto il nostro impegno sul territorio. In questi 6 anni, le iniziative sono state tante. Abbiamo aperto dei filtri di ascolto: in questo modo riusciamo ad essere abbastanza presenti, non solo nella sede a via Aviere Mario Pirozzi presso il Centro Salus, ma anche in altri posti, come nella parrocchia di San Pio X, per creare una rete sul territorio. Abbiamo formato i volontari per farli tornare in ospedale, abbiamo avuto riconoscimento regionale come associazione. Quest’anno faremo la quinta marcia oncologica speriamo nel mese di maggio, stiamo definendo la data – afferma la dottoressa Vania D’Alterio – Braccialetti rosa è anche vicina a donne vittime di violenza non solo a malate oncologiche: in questa setimana, fino al 30 di novembre, molti esercenti esporranno una locandina per ricordare e invogliare le donne vittime di violenza a denunciare e a rinascere da questa violenza, a non chiudersi, sapendo che sul territorio c’è sempre qualcuno pronto a sostenerle”.

Interviene anche Emilia Russo che si occupa del supporto legale dell’Associazione Braccialetti Rosa. “La sensibilizzazione è alla base del percorso di fuoriuscita da questo tragico tunnel. E’ necessario che sia presente la psicologa perché fuoriuscire dal tunnel della violenza non è semplice. Ci sono tutte le complicazioni del caso. Denunciare è complicato: il percorso psicologico accompagna la donna a capire che davvero sta subendo violenza e la accompagna alla decisione di denunciare. Tutte le donne che hanno iniziato questo percorso oggi dicono di essere rinate. Ci sono anche difficoltà economiche laddove la donna non lavora e viene meno il soggetto che sostenta la famiglia, si va incontro a difficoltà economiche. La violenza economica, cioè impedire alla compagna di esercitare la propria attività lavorativa, è il primo passo per creare quel cerchio attorno alla propria vittima. Se togli a una donna la possibilità di allontanarsi da te senza incorrere in grosse difficoltà oggettive, la stai già chiudendo in una prigione, alimentata poi con la violenza psicologica e la violenza fisica”.

Il messaggio di Tommaso Marrone

Messaggio importante anche da Tommaso Marrone del Csf (Centro Servizi Formazione) che ha ricevuto un premio per il progetto “OLTRE”, ossia orientamenti e tirocini per reagire alla violenza, a cui hanno partecipato 5 donne. “E’ importante continuare a sensibilizzare: questo premio ci dimostra che siamo un’eccellenza della formazione. E’ stato per noi un orgoglio ma anche un momento di divulgazione”.

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