“Siamo purtroppo in presenza di una epidemia di bronchioliti, insufficienza respiratoria che colpisce i bambini molto piccoli e delle quali il virus sinciziale è il peggiore, il più pericoloso, che impegna maggiormente per le cure ma che rappresenta per i bambini un grave rischio, fino a poter determinare un esito infausto”. A parlare è Luigi Tarallo, primario del reparto di Pediatria dell’ospedale stabiese San Leonardo.

Focolaio di virus sinciziale nel napoletano, allarme dei medici: “Molti bimbi ricoverati”

Da giorni, infatti, si registrano diversi ricoveri di bambini affetti da bronchioliti, negli ospedali dell’Asl Napoli3 Sud, da Castellammare di Stabia a Nola e Vico Equense. 

Ieri mattina, un bambino di 5 mesi, non ha purtroppo superato la malattia. Era ricoverato da un giorno mezzo all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia ma nonostante le cure mediche il piccolo è deceduto. La Procura ha disposto il sequestro della cartella clinica e ha avviato un’indagine per accertare eventuali responsabilità. Al momento però non è stato ancora deciso di eseguire l’autopsia sulla salma del piccolo paziente. 

Rispetto all’anno scorso il numero di bambini che ha sviluppato la malattia respiratoria è in aumento. “Lo scorso anno – aggiunge il primario – non abbiamo avuto un ricovero che solitamente si presenta nei mesi freddi di ogni anno. Quest’anno, invece, forse per l’improvvisa apertura e l’eccesso di frequentazioni tra le persone, stiamo contando molti ricoveri persino in questo periodo ancora caldo dell’anno, quindi il fenomeno è anomalo”.

La raccomandazione

Ai genitori Tarallo raccomanda di evitare che i bimbi troppo piccoli, al di sotto dell’anno di età, “passino dalle braccia di un parente all’altro, evitare tanti baci di zii e amici, evitare fumo passivo per i bambini che vanno tenuti al riparo da rischi di contagio, in quanto questo virus si trasmette anche agli adulti, che ne diventano portatori talvolta asintomatici o manifestando solo un lieve raffreddore. Purtroppo le nostre raccomandazioni restano inascoltate”. 

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