Logoteleclubitalia

Epatite a Napoli, protesta dei pescivendoli all’esterno del Comune: “Vendite crollate del 90%”

Banner Union2 Sito

Un gruppo numeroso di pescivendoli, arrivati da vari centri dell’area metropolitana, si è radunato davanti a Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, per esprimere forte preoccupazione dopo l’ordinanza che vieta il consumo di frutti di mare. Il provvedimento, adottato dal sindaco Gaetano Manfredi insieme ad altri amministratori locali, è legato all’aumento dei casi di epatite A registrati nelle ultime settimane.

Epatite a Napoli, protesta dei pescivendoli all’esterno del Comune: “Vendite crollate del 90%”

 

I lavoratori del settore ittico denunciano però una gestione poco chiara della comunicazione istituzionale. «Non è accettabile — afferma uno dei rappresentanti — imporre restrizioni così pesanti senza aver individuato con precisione l’origine del problema né circoscritto l’effettiva diffusione dei contagi». Secondo i manifestanti, il rischio è quello di generare allarmismo ingiustificato, aggravato da informazioni imprecise diffuse sui media e sui social.

Il risultato, spiegano, è già evidente: vendite crollate e attività in difficoltà. «Siamo in una situazione drammatica, la gente ha smesso di acquistare i nostri prodotti. Una sola giornata di lavoro può fare la differenza per tante famiglie, e l’ultima è stata disastrosa», raccontano.

Banner Union2 Sito

Le istanze dei commercianti

 

Nel frattempo cresce l’attenzione sanitaria sul territorio, con i medici che invitano alla prudenza, sottolineando l’importanza di corrette norme igieniche e della vaccinazione per prevenire l’epatite A. Tuttavia, gli operatori del settore ribadiscono che associare automaticamente il virus ai frutti di mare rischia di danneggiare un’intera filiera senza prove certe. «Il periodo di incubazione è lungo — spiegano — e non è semplice risalire con precisione all’alimento responsabile».

I pescivendoli chiedono quindi un incontro urgente con le istituzioni per chiarire la situazione e valutare eventuali misure alternative. E lanciano un avvertimento: in assenza di risposte concrete, la protesta potrebbe intensificarsi nei prossimi giorni, coinvolgendo anche le famiglie degli operatori.

Ti potrebbe interessare

Torna in alto