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Questione brucellosi vicina forse alla svolta. Si terrà domani, martedì 31 maggio a Roma, l’incontro tra i rappresentanti del Coordinamento Unitario in difesa del patrimonio Bufalino e il Ministro dell’agricoltura.

Patuanelli ha infatti proposto un incontro ufficiale sollecitato più volte dagli allevatori bufalini casertani che da mesi protestano chiedendo la modifica del piano di eradicazione della brucellosi che – dal 2019 ad oggi e nella sola provincia di Caserta – ha portato all’abbattimento di oltre 40mila bufale risultate poi – dalle analisi sulla carne post mortem – in gran parte sane.

Il ministro ha telefonato al presidente di altragricoltura Gianni Fabbris venerdì scorso, quando cioè Fabris in sciopero della fame da più di 10 giorni, ha accusato un malore ed è stato soccorso con delle flebo rifiutando tuttavia il ricovero e annunciando di voler continuare la protesta fino a quando non ci saranno le modifiche sperate.

Brucellosi, nominato Cortellessa

Intanto, se da un lato il coordinamento spinge per un incontro anche con il governatore della campania De Luca ed il ministro alla Salute Speranza, dall’altra la regione si è attivata nominando come commissario regionale per l’emergenza brucellosi negli allevamenti di bufale il generale Luigi Cortellessa comandante dei Carabinieri per la Tutela Agroalimentare sino allo scorso 4 maggio”.

“Il Generale Cortellessa, dall’alto della sua competenza – ha dichiarato l’assessore regionale all’agricoltura Nicola Caputo – metterà al servizio delle Istituzioni regionali la sua riconosciuta professionalità – con particolare riferimento al settore sanitario e agricolo, all’ordine pubblico e alla pubblica sicurezza, e alla tutela della legalità .
L’atto di nomina del generale Cortellessa, tuttavia, invece che far calare le tensioni ha alimentato diverse polemiche per la presenza all’interno del documento voluto da De Luca della frase “ problema di criminalità organizzata”. Al punto che una esponente casertana di primo piano del Partito democratico, l’ex deputata Camilla Sgambato, ha deciso di partecipare allo sciopero della fame insieme a Gianni Fabbris.
A tentare una mediazione è il presidente del Consiglio regionale, Gennaro Oliviero, che parla di “refuso e di un’espressione indubbiamente poco felice” che però “non può stravolgere il lavoro serrato di questi giorni tra Giunta e Consiglio e mettere in discussione l’attenzione che il governo regionale e il Presidente De Luca stanno adottando per produrre una inversione di rotta sul tema.

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