«Non voglio vedere mio figlio soffrire». Con queste parole, pronunciate nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 19 febbraio, Patrizia Mercolino ha preso una delle decisioni più dolorose della sua vita. È accaduto nel Centro Direzionale di Napoli, nello studio del medico legale Luca Scognamiglio, consulente scelto dalla famiglia del piccolo Domenico, da quasi due mesi ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli.
Il bambino è tenuto in vita grazie all’Ecmo, il macchinario di supporto cardiopolmonare, dopo una lunga sequenza di errori che hanno impedito l’esecuzione del trapianto di cuore programmato. Le sue condizioni cliniche, secondo quanto emerge dalla documentazione sanitaria, sono ormai irreversibili.
La riunione dell’Heart Team e la fine delle speranze
Nello studio erano presenti anche il padre del bambino e l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia. Sul tavolo, la relazione aggiornata dell’ospedale e il verbale della riunione dell’Heart Team, allargato ad alcuni tra i più importanti specialisti pediatrici italiani, che ha escluso definitivamente la possibilità di un nuovo trapianto.
Fino a quel momento, come spiegato dall’avvocato, restava una «flebile speranza», alimentata anche dal contatto con associazioni italiane e straniere pronte a chiedere ulteriori pareri clinici. Ma la relazione finale non ha lasciato margini: Domenico, fatto uscire dalla sedazione alcuni giorni fa, non si è mai risvegliato.
Avviata la pianificazione condivisa delle cure
Constatata l’assenza di alternative terapeutiche, in serata l’avvocato Petruzzi ha inviato una PEC all’ospedale Monaldi per avviare la Pianificazione condivisa delle cure, prevista nei casi di patologie irreversibili con prognosi infausta.
«Non si tratta di eutanasia – precisa il legale – ma di evitare l’accanimento terapeutico, spostando l’obiettivo dalla guarigione all’alleviamento della sofferenza, nel rispetto del diritto del bambino a una morte dignitosa».
Convocato il primo incontro con l’ospedale
A distanza di circa un’ora è arrivata la risposta della direzione sanitaria, con la convocazione del primo incontro, fissato per oggi a mezzogiorno, per definire un percorso di cure esclusivamente palliative.





