La Procura regionale della Corte dei Conti ha contestato un presunto danno erariale di 314 mila euro ad Antonio Limone, attuale direttore generale dell’Asl di Caserta. L’invito a dedurre è stato notificato dalla Guardia di Finanza di Napoli al manager 64enne originario di Mercogliano. La vicenda è stata riportata da CasertaNews.
Caserta, spese per ristoranti e viaggi: contestato danno erariale da 314mila euro al manager Asl Antonio Limone
Le contestazioni non riguardano l’incarico attuale all’Asl di Caserta, assunto nell’agosto 2025, ma il periodo in cui Limone era alla guida dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Secondo la Procura contabile, tra il 2009 e il 2014 e successivamente dal 2015 al 2020 sarebbero state sostenute spese con le carte di credito dell’ente senza adeguata documentazione che ne giustificasse la finalità istituzionale.
Nel dettaglio, gli inquirenti parlano di pagamenti per ristoranti, pernottamenti, carburante, abbigliamento, gioielleria e viaggi, privi di note spese, relazioni di missione o indicazioni sui beneficiari, elementi ritenuti indispensabili per dimostrarne la riconducibilità all’attività dell’ente.
Vetture noleggiate con le carte di credito dell’ente
L’indagine ha interessato anche l’utilizzo delle auto di servizio. Attraverso l’analisi di registri di bordo, contratti di noleggio, dati Telepass e altra documentazione, sarebbe emerso un impiego frequente dei veicoli per gli spostamenti tra abitazione e luogo di lavoro, anche in orario notturno. Inoltre, i rifornimenti di carburante sarebbero stati effettuati prevalentemente presso distributori situati nelle vicinanze della residenza del manager.
Secondo la ricostruzione della Procura, guidata dal procuratore Giacinto Dammicco e dal vice procuratore generale Davide Vitale, il presunto danno erariale sarebbe composto da oltre 103 mila euro per il noleggio delle vetture, circa 36 mila euro per il carburante, quasi 14 mila euro di pedaggi autostradali e circa 162 mila euro relativi ad altre spese ritenute non giustificate.
Tra gli episodi evidenziati dagli investigatori figurano anche alcuni scontrini considerati anomali, tra cui acquisti di bevande alcoliche, cene domenicali in Costiera sorrentina al di fuori dell’orario di servizio e uno scontrino per un accessorio telefonico che, secondo gli accertamenti, sarebbe stato modificato manualmente passando da 1,30 euro a 130 euro. Le contestazioni sono al momento contenute nell’invito a dedurre, atto con cui l’interessato può presentare le proprie osservazioni e difese prima dell’eventuale avvio del giudizio contabile.








