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Cuore danneggiato, non c’è più speranza per Domenico: “Cervello compromesso e bimbo in coma”

Il parere del tema di esperti è stato chiaro: il responso più amaro. Non c’è più speranza per il piccolo Domenico, il bambino ricoverato all’ospedale Monaldi, vittima di un gravissimo errore medico: l’equipe dei massimi esperti italiani in materia di trapianti, dopo una visita “al letto del paziente” in terapia intensiva, ha chiuso le porte alla possibilità del trapianto di un cuore nuovo, di cui si era avuta la disponibilità nella serata di martedì. Almeno 4 ore di analisi e confronto prima della decisione. “Cervello compromesso e bimbo in coma, non avrebbe retto ad un nuovo intervento”, ha spiegato il dottor Pace Napoleone dell’ospedale Regina Margherita di Torino, tra i massimi esperti italiani.

Cuore danneggiato, non c’è più speranza per Domenico: “Cervello compromesso e bimbo in coma”

 

Il piccolo, dunque, resta attaccato alle macchine con il vecchio cuore danneggiato e ora sarà la Procura di Napoli, che ha già iscritto sei medici nel registro degli indagati, a rimettere in fila l’incredibile sequela di errori che ha portato al punto di non ritorno. Ieri anche il governatore Roberto Fico si è recato al Monaldi ed ha inviato una dossier di 290 pagine al ministro della Salute. È stato l’avvocato della famiglia ha comunicare la triste notizia alla madre.

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Le parole della mamma

 

“Finchè respira, per me è vivo. Devo essere forte” le parole di mamma Patrizia che resta accanto al suo piccolo. Resterebbe ora l’ultima ipotesi per una possibilità all’estero ma resta una via molto complicata. Sul fronte delle indagini, verifiche sul mancato uso delle custodie di ultime generazione per trasportare il cuore. Ora però è soprattutto il momento dell’amarenza e di una speranza sempre più flebile.

Veglia di preghiera

 

A Nola alle 18 e 30 è prevista intanto una veglia di preghiera della cittadinanza per il piccolo Domenico. Il corteo partirà alle 18.30 in Piazza Duomo. Seguirà il percorso fino alla statua di San Paolino. Si tratterà di un momento di raccoglimento e di fede per matenere viva la speranza di vita del bimbo di due anni ricoverato al Monaldi.

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