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Si sono costituiti presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere i due carabinieri condannati a 12 anni di detenzione per la morte di Stefano Cucchi. Si tratta di Alessio di Bernardo, originario di Sesto Campano, e Raffaele D’Alessandro.

Si costituiscono i due carabinieri dopo la condanna per la morte di Stefano Cucchi

I militari si sono presentati spontaneamente nella Caserma Ezio Andolfato di Santa Maria Capua Vetere, sede del Carcere militare giudiziario. “Sono rassegnato per il triste epilogo, ma rispetto la sentenza. Io non sono e non mi sento un assassino”, ha detto D’Alessandro parlando con il suo difensore, l’avvocato Maria Lampitella, poco prima di costituirsi. La decisione arriva dopo la condanna definitiva emessa dalla Corte di Cassazione per omicidio preterintenzionale ai danni dei due carabinieri. Secondo la giustizia, sono responsabili del pestaggio di Stefano Cucchi, il geometra romano arrestato nell’ottobre del 2009 perché trovato in possesso di alcune dosi di stupefacenti. Il giovane morì nove giorni dopo in seguito alle percosse ricevute.

I carabinieri: “Vicini alla famiglia”

Il comando regionale dell’Arma dei Carabinieri ha rilasciato una nota stampa per esprimere vicinanza alla famiglia Cucchi: “Una sentenza che ci addolora, perché i comportamenti accertati contraddicono i valori e i principi ai quali chi veste la nostra uniforme deve, sempre e comunque, ispirare il proprio agire. Condividiamo con la famiglia il dolore e ai parenti chiediamo di accogliere la nostra profonda sofferenza e il nostro rammarico. Ora che la giustizia ha definitivamente terminato il suo corso, saranno sollecitamente conclusi, con il massimo rigore, i coerenti procedimenti disciplinari e amministrativi a carico dei militari condannati. Lo dobbiamo alla famiglia Cucchi e a tutti i carabinieri che giornalmente svolgono la loro missione di vicinanza e sostegno ai cittadini”.

Il pestaggio

La data da cui è iniziato tutto è il 15 ottobre 2009. Stefano Cucchi, 31 anni, problemi di tossicodipendenza alle spalle, viene fermato dai carabinieri durante un controllo. I militari lo portano in caserma per possesso di droga. Qui, secondo i fatti e le testimonianze, viene percosso e preso a calci e pugni. Il pestaggio gli provoca la rottura di una vertebra e la lesione dei nervi con gravissime ripercussioni sulla vescica. Le foto del volto tumefatto del giovane Cucchi hanno fatto il giro del web negli anni e ancora oggi sono un simbolo della violenza gratuita a cui le forze dell’ordine possono sottoporre un cittadino che non può difendersi.

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