Si sono riaperte per porte del carcere per Gennaro Maraniello, giuglianese noto come Genny o’cuccione, per aver violato le prescrizioni di semilibertà.

Clan Mallardo, viola la semilibertà: torna in carcere il ras Genny Maraniello

Il 43enne, già imputato per estorsione aggravata dal metodo mafioso è ritenuto contiguo al clan Mallardo, condannato per vari reati tra cui una rapina alla filiale Credem di Aversa, aveva ottenuto la semilibertà dal Tribunale di Sorveglianza di Napoli nel 2019, su istanza dell’avvocato Luigi Poziello.

Il 43enne è stato fermato dagli agenti del Commissariato di Giugliano-Villaricca e dopo le formalità di rito è stato associato presso la casa circondariale di Poggioreale.

Gli sono state contestate una serie di violazioni delle prescrizioni imposte dal Tribunale di Sorveglianza di Napoli. Per queste ragioni il Magistrato di Sorveglianza Angelica Di Giovanni gli ha sospeso la semilibertà. Marianello stava espiando la pena prestando attività lavorativa presso una pescheria di Giugliano.

La rapina ad Aversa

In occasione della rapina ad Aversa, armato di fucile e col volto coperto da passamontagna, aveva disarmato la guardia giurata. Successivamente aveva raccolto il bottino nel sacco ed era scappato via. Ad arrestarlo all’epoca i poliziotti del commissariato di Aversa.

Estorsione

Noto in città come Genny, in passato Maraniello ha avuto anche un’imputazione per aver consumato un’estorsione aggravata dal metodo mafioso, in particolare con altri soggetti ritenuti contigui al clan Mallardo. Per questa accusa ha ottenuto l’assoluzione dal Tribunale collegiale di Santa Maria Capua Vetere.

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