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Si considerava un “figlio dell’asfalto” Carmine Manlio Sessa, il camionista 39enne di Cercola che ogni giorno percorreva chilometri e chilometri a bordo della sua autocisterna. Lo faceva per portare a casa lo stipendio. La notizia del suo decesso sta facendo rapidamente il giro della città di Cercola, dove il 39enne abitava insieme alla moglie, Giovanna, e ai figli, rispettivamente di 5 e 10 anni. Ma è lutto anche a Volla, dove Carmine invece lavorava.

Tanti i messaggi di cordoglio pubblicati in queste ore. “Amico mio da tantissimi anni … una persona sana e piena di valori …”, scrive Domenico. “Era un ragazzo d’oro”, il ricordo di Antonio. Sullo sportellone posteriore di uno dei camion che usava per lavoro aveva stampata una frase, usata anche come immagine del profilo Facebook, che suonava quasi come una profezia. “Tanta malignità e tanta invidia a che serve? Basta un attimo e non ci sei più. Ecco cos’è la vita”.

Resta ancora da chiarire del tutto la dinamica dell’incidente che l’ha strappato alla vita. Carmine è deceduto sul raccordo tra l’A1 e l’A14. Era in coda insieme ad altri veicoli quando un autocarro guidato da un 59enne l’ha tamponato. L’impatto è stato violento. La cabina dell’autocisterna è rimasta schiacciata e Carmine sarebbe morto sul colpo. I soccorsi così come i tentativi di rianimazione sono stati inutili.

 

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