“Il Centro sportivo sorgerà a Qualiano, abbiamo trovato 17 ettari e mezzo dove metteremo 10 campi di calcio. E 7mila 500 mq tra uffici e spogliatoi per prima squadra e tutte le giovanili”, così il Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis questa mattina al Circolo della Stampa Estera di Roma in occasione del ritiro del Premio Sportivo alla Carriera.
Centro sportivo Napoli, De Laurentiis: “Sorgerà a Qualiano”
Sembrerebbe un’ottima notizia per squadra e tifosi, dato che nel a Castelvolturno il Napoli è “ospite” (in affitto fino al 2027). Eppure sono passati solo un anno e 22 giorni da quando su X il Patron azzurro annunciava “la prima pietra per il nuovo centro sportivo” a Succivo, nel casertano, comunicando di aver addirittura “firmato l’opzione per l’acquisto del terreno”.
In quella pietra posta simbolicamente sul social sono rimaste incise solo le dichiarazioni, però. Cosa è accaduto nel frattempo, per spingere De Laurentiis a rivedere i piani e rivalutare la provincia di Napoli?
Imbeccato sul tema, ha detto: “Avevo trovato un terreno. Poi le cose si scoprono man mano. La proprietà che avevo trovato non era la vera proprietà, ma solo un’opzione d’affitto. Con l’agronomo della nazionale ho visitato 27 location diverse. Sono quasi tutti terreni agricoli dati in gestione a dei coloni. Difficile toglierli, a meno che il prezzo non si alzi. Ma l’investimento diventa sproporzionato. A Qualiano abbiamo trovato 17 ettari e mezzo dove metteremo 10 campi di calcio. E 7mila 500 mq tra uffici e spogliatoi per prima squadra e tutte le giovanili”.
Novità anche sullo stadio: “Ne ho progettato uno da 70mila posti”
L’occasione è stata buona per affrontare anche un’altra questione spinosa per il presente e soprattutto per il futuro del Napoli. Oltre che da prestazioni in campo, centro sportivo e introiti Champions, la competitività della società azzurra passa anche dall’asset stadio.
Su questo De Laurentiis insiste da tempo sull’area orientale del capoluogo: “Ho una lettera d’intenti di un mese fa firmata con la Q8, a Napoli Est ho progettato uno stadio da 70mila posti e 120 Skybox, un museo interattivo. Ci metterei 24 mesi, non chiedo soldi a nessuno. Il Comune dice che paghiamo 900mila euro all’anno, mi viene da ridere. Complessivamente paghiamo oltre 2 milioni all’anno per averlo solo i giorni delle partite e dovendolo riconsegnare il giorno dopo”.
Le bordate tra il Presidente e il Comune di Napoli non sono una novità e in queste ore si sono arricchite di un ulteriore episodio. A margine del progetto di fattibilità tecnica ed economica per il rilancio del Mario Argento, casa del Napoli Basket, avanzato dai Rizzetta, il sindaco Gaetano Manfredi ha lanciato quella che è parsa a tutti gli effetti una provocazione vero AdL: “In città finalmente ci sono grandi investimenti da parte di privati che vogliono contribuire allo sviluppo del territorio”.
Il Maradona vero Euro 2032
Nel frattempo, ieri, in occasione del countdown ufficiale verso l’America’s Cup 2027, il ministro dello sport Andrea Abodi ha parlato del progetto di ristrutturazione del Maradona in ottica Euro 2032: “Il progetto del Maradona rispetta il nome, la storia e proietta lo stadio in una dimensione nuova, di maggiore accessibilità, funzionalità e anche capacità di accoglienza, quindi risponde a tutti i requisiti per uno stadio all’altezza delle ambizioni del club”.







