Un sistema di sfruttamento della manodopera agricola, con turni massacranti, salari bassissimi e lavoratori reclutati direttamente in strada. È quanto ricostruito dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito di un’inchiesta sul caporalato tra Villa Literno e Mondragone, nel casertano.
Le indagini, durate oltre due anni, sono state condotte dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta. Complessivamente risultano indagate otto persone. Per tre è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre per un quarto soggetto è stato disposto l’obbligo di dimora.
Braccianti nei campi fino a 14 ore al giorno
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i lavoratori, in gran parte stranieri e in alcuni casi privi di permesso di soggiorno, venivano reclutati in strada e trasportati nei campi a bordo di furgoni in condizioni precarie. Qui sarebbero stati impiegati nella raccolta degli ortaggi per 12-14 ore al giorno, anche sette giorni su sette.
Le paghe, secondo l’accusa, variavano a seconda del tipo di lavoro: tra 80 centesimi e 1,50 euro a cassetta, oppure tra 3 e 4 euro l’ora. In altri casi il compenso giornaliero sarebbe oscillato tra 30 e 50 euro.
Niente pause, malattia o telefono
Il quadro ricostruito dagli inquirenti descrive condizioni particolarmente dure. I braccianti non avrebbero potuto assentarsi in caso di malattia e, durante il lavoro, sarebbe stato vietato anche l’utilizzo del telefono.
Secondo l’accusa, i lavoratori erano sottoposti a un controllo costante e rischiavano di perdere il posto in caso di scarsa produttività, malattia o mancata fuga durante eventuali controlli delle forze dell’ordine.
In alcuni casi, nei campi sarebbero mancati anche servizi igienici, assistenza sanitaria e aree adeguate per le pause e il ristoro.
Al lavoro anche con caldo e pioggia
I braccianti sarebbero stati costretti a lavorare anche in condizioni meteorologiche avverse, sotto la pioggia o con temperature elevate.
Secondo quanto emerso dall’indagine, in alcuni casi il lavoro sarebbe proseguito anche in violazione dell’Ordinanza Calore della Regione Campania, adottata per tutelare i lavoratori durante le giornate con temperature particolarmente elevate. RaiNews
L’indagine tra Villa Literno e Mondragone
L’attività investigativa si è concentrata per oltre due anni tra Villa Literno e Mondragone, due aree a forte vocazione agricola della provincia di Caserta.
Secondo le ricostruzioni investigative, ogni giorno potevano essere reclutati in strada anche decine di braccianti, poi accompagnati direttamente nei luoghi di lavoro. In alcune giornate il numero avrebbe raggiunto fino a 80 persone.
L’ipotesi di reato contestata riguarda, a vario titolo, l’intermediazione illecita e lo sfruttamento della manodopera, oltre al reclutamento e all’impiego irregolare di lavoratori stranieri. Le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento.
Protezione per i braccianti che hanno collaborato
Alcuni dei lavoratori che hanno fornito dichiarazioni utili agli investigatori sono stati trasferiti in località protette. Per loro sarebbe stato inoltre avviato un percorso di protezione e inserimento socio-lavorativo.







