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Era evaso dagli arresti domiciliari per sfuggire ai familiari, con cui la convivenza era diventata difficile. A distanza di anni il giudice monocratico del Tribunale di Salerno l’ha assolto per la “particolare tenuità del fatto”.

Campania, evade dai domiciliari per sfuggire ai litigi familiari: assolto

Il protagonista di questa insolita vicenda è Gianclaudio Negoziante. Come ricorda Il Mattino, nel dicembre del 2106 violò le prescrizioni imposte dalla misura degli arresti domiciliari e si recò presso gli uffici della Caserma dei Carabinieri di Capaccio manifestando la volontà di non voler più proseguire la detenzione con i propri familiari. L’uomo spiegò ai militari dell’Arma che avrebbe voluto trasferirsi a casa di un amico visti i continui diverbi personali con i parenti che si consumavano tra le mura domestica e che rendevano la convivenza insostenibile.

Denunciato per evasione, Gianclaudo Negoziante (difeso dall’avvocatessa Mariagrazia Rosamilia) è finito sotto processo, ma il giudice monocratico Giuseppe Bosone della prima sezione del Tribunale di Salerno ha assolto l’imputato, ritenendolo non punibile per la particolare tenuità del fatto. Secondo il giudice, Negoziante non voleva sottrarsi alla vigilanza degli organi di controllo, visto che si era presentato spontaneamente in caserma. Il suo comportamento, benché doloso, non era finalizzato a interrompere la detenzione domiciliare ma a proseguirla presso un’altra abitazione.

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