Restano stabili ma in un quadro di grave criticità le condizioni cliniche del bimbo di 2 anni e 4 mesi ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo le complicanze insorte a seguito del primo trapianto di cuore, effettuato il 23 dicembre 2025. Lo comunica l’Azienda Ospedaliera dei Colli nel bollettino medico diffuso ieri, lunedì 16 febbraio, autorizzato dai familiari del piccolo paziente, che hanno consentito alla diffusione di aggiornamenti clinici giornalieri, salvo diversa necessità.
Il bollettino medico del Monaldi
«Alle ore 19 – si legge nella nota – le condizioni cliniche del piccolo paziente che ha ricevuto il trapianto si presentano stabili, in un quadro che permane di grave criticità. L’Heart Team, sulla base della decisione assunta dal medico responsabile, ritiene che il piccolo paziente sia ancora idoneo a permanere in lista trapianto». Il bambino resta ricoverato in terapia intensiva, sottoposto a stretto monitoraggio assistenziale e strumentale, oltre a continue consulenze specialistiche. Al fine di garantire le migliori cure possibili, l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha attivato fin da subito una rete di collaborazione con i principali specialisti pediatrici, coinvolgendo anche le professionalità dell’Ospedale Santobono Pausilipon.
Coinvolti specialisti di tutta Italia
Il Polo di Cardiochirurgia del Monaldi è inoltre in collegamento con le principali strutture sanitarie italiane specializzate nel trapianto di cuore pediatrico. È stato organizzato un Heart Team nazionale, che si svolgerà nella giornata di domani, mercoledì 18 febbraio, con una rivalutazione congiunta al letto del paziente. L’incontro servirà anche a valutare ulteriori trattamenti terapeutici, in aggiunta al trapianto.
Massima trasparenza e supporto clinico
La Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli ha ribadito il proprio impegno a garantire trasparenza e collaborazione con le autorità ispettive e giudiziarie, assicurando al contempo pieno supporto alle decisioni clinico-terapeutiche assunte dai medici curanti, esclusivamente nell’interesse del piccolo paziente.







