Napoli. Sono almeno cinque i proiettili esplosi all’indirizzo di Andrea Merolla, nipote del ras Vitale Troncone, nei pressi di un distributore di benzina in via Caio Duilio a Fuorigrotta, quartiere occidentale di Napoli.

Agguato a Fuorigrotta, Merolla inseguito e ucciso come un boss: era nipote del ras Troncone

Ieri sera Merolla si trovava lungo l’arteria stradale – per motivi ancora da accertare – quando due persone, a bordo di uno scooter e coperti da caschi integrali, hanno aperto il fuoco contro di lui. Il giovane ha cercato invano di ripararsi da quella scarica di proiettili, rifugiandosi dietro le colonnine di una pompa di benzina. Nonostante la sua disperata fuga a piedi, il nipote del ras è stato attinto più volte al torace e all’addome. Sul selciato sono stati poi trovati sei i bossoli repertati dai tecnici della Scientifica e diverse tracce ematiche.

Il 30enne è stato poi trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, a Fuorigrotta, dove è spirato poco dopo il suo arrivo. Il decesso sarebbe avvenuto intorno alle 23,30. Parenti e amici di Merolla si sono precipitati al nosocomio di via Terracina, momenti di tensione si sono vissuti in tarda serata ma per fortuna non sono accaduti incidenti.

Le indagini

Subito dopo l’agguato sono scattate le indagini da parte della Polizia che intanto ha acquisito le immagini registrate da alcune telecamere della zona, nella speranze che da quei filmati possa emergere qualche elemento utile. Gli inquirenti non hanno dubbi che quel delitto sia di matrice camorristica, ma resta ancora da capire il motivo per cui il 30enne è stato ucciso. Scavando nella sua storia personale, il giovane risulta legato ad ambienti malavitosi ed è – come riporta Stylo24.it – nipote diretto del ras Vitale Troncone, il boss ritenuto a capo del clan omonimo che controlla la zona. E non solo. Merolla era imputato a piede libero per furto, ma alle spalle non aveva nessuna condanna definitiva.

Omicidio Antonio Volpe, c’è un legame?

L’ultimo agguato a Fuorigrotta risale al 15 marzo scorso, in via Leopardi. Qui trovò la morte Antonio Volpe, 77 anni, cognato dei Bianco-Casella. Anche lui, come Merolla, fu ucciso a colpi di pistola dai sicari. Secondo gli inquirenti, l’omicidio del 30enne potrebbe essere in qualche modo legato a quel fatto di sangue. Ma per il momento resta soltanto un’ipotesi, che i poliziotti assieme alla Dda dovranno confermare o meno nel corso delle indagini.

 

 

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