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Accoltella donna sull’autobus a Napoli, l’aggressore si toglie la vita in ospedale

Antonio Meglio, ritenuto responsabile della violenta aggressione avvenuta giovedì scorso su un autobus in via Simone Martini a Napoli, si è tolto la vita mentre era ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco. Ad anticipare la notizia è Il Mattino. L’uomo era stato trasferito nella struttura sanitaria a causa di evidenti disturbi psichici emersi dopo l’arresto. La notizia arriva a pochi giorni dall’episodio che ha scosso la città: l’accoltellamento dell’avvocata napoletana A.V., aggredita senza apparente motivo mentre si trovava a bordo di un autobus.

L’arresto dopo l’aggressione sul bus

Antonio Meglio, 30 anni, era stato fermato dai carabinieri nella notte tra giovedì e venerdì. Nei suoi confronti erano stati ipotizzati i reati di: lesioni gravi, sequestro di persona e deturpamento di culto. Nella giornata di ieri, lunedì 9 marzo, aveva sostenuto l’interrogatorio di garanzia, durante il quale il giudice aveva convalidato il fermo disposto dagli investigatori.

Il racconto davanti al giudice

Difeso dall’avvocato penalista Gianluca Sperandeo, Meglio aveva cercato di ricostruire la dinamica dell’aggressione. Durante l’interrogatorio avrebbe mostrato una forte fragilità psicologica, sostenendo di sentirsi vittima di una sorta di complotto o congiura organizzata da alcune persone, circostanza per la quale però non sono mai emersi riscontri investigativi.

Il ricovero in ospedale e il suicidio

Dopo l’arresto, l’uomo era stato ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ospedale San Giovanni Bosco, dove si trovava piantonato.Già nelle ore successive al fermo aveva tentato di autolesionarsi, provando a infliggersi delle ferite con una pen drive che custodiva in tasca. Nonostante le misure di sorveglianza, Antonio Meglio è riuscito a togliersi la vita all’interno della struttura sanitaria.

L’esposto dell’avvocato per chiarire la dinamica

Ora il legale Gianluca Sperandeo starebbe preparando un esposto per chiedere di accertare con precisione le circostanze del suicidio. L’obiettivo è fare luce su quanto accaduto all’interno del reparto psichiatrico dove l’uomo era ricoverato e verificare se siano state rispettate tutte le procedure di sorveglianza previste per i detenuti piantonati.

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