Frattamaggiore, anche il vicesindaco Sossio Farina indagato nell’inchiesta sul Consorzio cimiteriale

Imposta Teleclub come fonte preferita

C’è anche il vicesindaco di Frattamaggiore, Sossio Farina, tra le dieci persone indagate nell’inchiesta della Procura di Napoli Nord sul Consorzio cimiteriale di Frattamaggiore, Frattaminore e Grumo Nevano. Il nome dell’amministratore emerge dagli approfondimenti sull’indagine che ha portato a perquisizioni eseguite giovedì 29 ottobre dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza. Farina figura tra i destinatari dei provvedimenti notificati dagli investigatori.

Consorzio cimiteriale, indagato anche il vicesindaco Sossio Farina

 

Gli inquirenti contestano alle dieci persone coinvolte, a vario titolo, ipotesi di associazione per delinquere, peculato e truffa ai danni del Consorzio. La posizione di ciascun indagato dovrà essere chiarita nell’ambito del procedimento: l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una dichiarazione di colpevolezza e le contestazioni non sono necessariamente identiche per tutti.

L’inchiesta riguarda un ammanco stimato in circa due milioni di euro nelle casse dell’ente che gestisce i servizi cimiteriali dei tre comuni. Secondo la ricostruzione investigativa, alcuni pagamenti effettuati in contanti dagli utenti sarebbero stati incassati senza essere poi riversati al Consorzio. Ai cittadini sarebbero state consegnate ricevute ritenute false, facendo apparire i versamenti come mai effettuati.

Le perquisizioni e le ipotesi di tentata estorsione

 

Le perquisizioni sono state condotte dagli agenti del Commissariato di Frattamaggiore e dai finanzieri del Gruppo della stessa città, su delega della Procura di Napoli Nord. Gli accertamenti hanno riguardato anche presunte richieste di denaro ad alcune imprese operanti nei servizi cimiteriali: secondo gli investigatori, il pagamento sarebbe stato prospettato come condizione per continuare a lavorare.

Teleclubitalia aveva già raccontato l’indagine sul presunto ammanco da due milioni di euro e le dieci persone indagate. La presenza del vicesindaco tra gli indagati aggiunge ora un risvolto politico-amministrativo alla vicenda, senza modificare il principio della presunzione di innocenza. Le responsabilità personali e l’eventuale fondatezza delle accuse saranno accertate nelle sedi giudiziarie competenti.

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