“Vorrei un napoletano”, così il presidente Aurelio De Laurentiis oggi ai microfoni di radio Kiss Kiss in merito all’ipotesi di una cessione della società azzurra. Il patron si è lasciato andare a lunghe dichiarazioni legate soprattutto al futuro del club, un nodo che naturalmente andrà sciolto primo o poi. E tra le righe, il patron sembra mettere sul tavolo alcune condizioni per discutere e intavolare una possibile trattativa.
Napoli, De Laurentiis su ipotesi cessione: “Vorrei un napoletano”
Non è un caso che nell’intervista compaia il nome di Matt Rizzetta, italoamericano classe 1982, cresciuto a New York, attualmente presidente del Napoli Basket, in tribuna al Maradona in Champions con il Bodo. L’imprenditore è stato più volte accostato alla società azzurra e De Laurentiis ha ammesso di averlo incontrato a marzo dello scorso anno: “Mi ha introdotto a un paio di fondi che rappresentava. Questi fondi volevano comprare il Napoli“.
Il presidente avrebbe risposto picche a un’offerta di 2 miliardi e 260 milioni di euro: “Questa cifra volevano pagarla una parte subito alla firma e un’altra parte in tre anni. Il mio ruolo si sarebbe così ridotto sempre di più, fino a diventare solo presidente onorario”.

Con l’italoamericano ci sarebbe stato un altro incontro di recente e nel ribadire il rifiuto, il patron azzurro avrebbe messo sul piatto l‘intenzione di costruire una nuova casa per gli azzurri – tutt’altro che una novità, come il centro sportivo. “Io voglio fare lo stadio, che sarà un grande impegno, anche fisico perché bisognerà mettersi il cappello del costruttore sulla testa e stare lì tutti i giorni a mettere mattone dopo mattone per creare una realtà che ad oggi non esiste”.
Infine sull’ipotesi cessione, vero cardine di tutta l’intervista, AdL si lascia andare al romanticismo, pensando a un napoletano come futuro proprietario: “Ho lavorato per questa città e per un popolo che ho imparato ad amare grazie a mio padre”.






