Numeri di una strage silenziosa. La Campania è in zona rossa per la sicurezza sul lavoro. Nei primi otto mesi del 2026, si registra un’incidenza di mortalità superiore del 25% rispetto alla media nazionale. Gli ultimi dati dell’Osservatorio Vega Engineering, aggiornati ad agosto 2026, fotografano una realtà drammatica: la regione è tra le peggiori d’Italia, insieme a Calabria e Sicilia.
Morti sul lavoro, Campania maglia nera: +25% rispetto a media nazionale
Da inizio anno ad agosto, in Italia si sono contate 701 vittime totali. La Campania con 50 decessi è seconda solo alla Lombardia che ne registra 76, ma con una popolazione lavorativa decisamente superiore.
Un’emergenza che a livello nazionale colpisce soprattutto le fasce più fragili e i settori storicamente più esposti. Gli over 65 restano i più colpiti per indice di mortalità, mentre l’edilizia si conferma il comparto più letale con 83 morti nelle costruzioni, seguita da trasporti e manifatturiero. Cresce anche il dato delle donne vittime del dovere, +8,6%, e, in modo esponenziale, quello dei lavoratori stranieri, il cui rischio di mortalità è tre volte superiore rispetto ai colleghi italiani.
A fare impressione sono anche le denunce totali di infortunio, aumentate di oltre il 5% su base nazionale, segno di una criticità diffusa che non accenna a diminuire. Numeri che fanno ancora più rumore nel territorio campano, dove negli ultimi giorni ha tenuto banco la morte di Salvatore Calignano, operaio di 61 anni deceduto dopo essere precipitato dal tetto di un capannone a Caivano, lo scorso 2 ottobre. Secondo le indagini dei carabinieri, l’uomo stava lavorando sul tetto senza adeguate misure di sicurezza, insieme ad altri due lavoratori irregolari. Il datore di lavoro dell’uomo è attualmente ai domiciliari con braccialetto elettronico.





