Napoli, emergenza abitativa da centro a periferia: nove beni confiscati destinati ad alloggi temporanei

“Nove beni confiscati alla criminalità organizzata saranno destinati all’housing sperimentale per accogliere famiglie in condizioni di fragilità”. Lo ha annunciato poco fa Enza Amato, presidente del Consiglio comunale, in merito all’avviso pubblicato oggi dal Comune di Napoli per la formazione di una graduatoria di nuclei familiari cui attingere per l’assegnazione temporanea di alloggi, a titolo oneroso.

Napoli, emergenza abitativa: nove beni confiscati per alloggi temporanei

 

Palazzo San Giacomo prova a prendere così piccole contromisure contro l’emergenza abitativa con un provvedimento che, in realtà, prevede pure l’inserimento in percorsi formativi di avviamento al lavoro, per favorire l’autonomia dei nuclei familiari che saranno coinvolti.

A tal proposito, Amato ha specificato che “i destinatari sono le famiglie che sono state sgomberate da immobili comunali non idonei alla residenza e che rischiano di non avere una soluzione abitativa adeguata. Sono quindi state messe in relazione le due esigenze; da una parte la necessità di dare una risposta a queste famiglie, dall’altra la possibilità di utilizzare per finalità sociali un patrimonio confiscato che il Comune sta recuperando”.

In particolare, il programma coinvolge dodici beni confiscati: i già citati nove destinati a diventare alloggi temporanei, altri due saranno adibiti a laboratori per la formazione e l’avviamento al lavoro, mentre nell’ultimo si potranano svolgere attività sociali e laboratoriali.

L’impatto del turismo sull’emergenza abitativa

 

Ma a ben vedere, la risoluzione di quella che è a tutti gli effetti un’emergenza, sembra lontana da una soluzione. Alcuni dati presentati dall’Osservatorio Turistico Urbano, ufficio di Palazzo San Giacomo che si occupa di monitorare i flussi dei visitatori, raccontano infatti di un rimodellamento strutturale della città in funzione dell’offerta turistica. Solo a settembre le stime raccontano di circa 2,2 milioni di visitatori.

Ma dove stanno alloggiando? Sicuramente non nelle periferie o in provincia. E infatti la Relazione di Variante urbanistica racconta che il 92% dell’offerta di immobili destinati a uso turistico è concentrata nel centro storico, mentre in alcune zone come il Porto gli alloggi coinvolti negli usi turistici raggiungono il 27% del patrimonio abitativo.

Stretta sui B&B e sulle case vacanze

 

Proprio oggi il Consiglio comunale di Napoli ha approvato a maggioranza la delibera 374, al cui centro c’è la tutela delle case dei residenti del centro storico. La principale novità della variante stabilisce che, nell’area del centro storico, le case destinate a residenza ordinaria devono essere almeno il 70%. Di conseguenza, all’interno di questo perimetro, è possibile avviare nuove attività come B&B, affittacamere o affitti brevi solo se l’intero edificio rispetta questa percentuale minima.

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