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Trasporti, l’area giuglianese merita di essere al centro del dibattito

Nelle prossime settimane ci sarà, con ogni probabilità, la nomina del nuovo presidente di EAV, la società che gestisce il trasporto pubblico regionale. Nello stesso periodo, il Consiglio regionale discuterà, in una seduta monotematica, proprio del tema dei trasporti. L’ordine del giorno riguarderà con ogni probabilità le difficoltà di collegamento di alcune aree della Città Metropolitana di Napoli, e non del solo capoluogo. La Circumvesuviana, su tutte.

Gli ormai epici problemi di quel tratto sono stati capaci persino di oscurare quello che è il principale problema dei trasporti nella provincia di Napoli: l’assoluta mancanza di collegamenti nell’area giuglianese. In molti si lamentano dei ritardi a Giugliano e dintorni. Noi non possiamo neppure lamentarci dei ritardi, perché i mezzi, semplicemente, non ci sono.

La metropolitana Nord-Est, che serve Giugliano e Mugnano, è stata progettata male fin dall’inizio: lontana da molte zone del territorio e con un servizio del tutto insufficiente. Progettare la metropolitana di Napoli e farla terminare a Scampia è stato un errore storico gravissimo. Da anni si parla della chiusura dell’anello, ma ancora nessuno sa con certezza quando sarà completato e, soprattutto, come funzionerà. I cittadini di questi territori non sono serviti né dalla rete ferroviaria nazionale né da altre linee realmente efficaci. Esiste un importante progetto per la cosiddetta Gronda, ma attende ancora di essere finanziato.

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Ad oggi, i cittadini dell’area giuglianese sono quelli maggiormente esclusi dal sistema dei trasporti regionali. Tutto questo mentre proprio a Giugliano EAV sta costruendo un maxi deposito per i propri treni, destinato a occupare una parte significativa del territorio grazie a un investimento di circa 200 milioni di euro. La città, almeno per ora, in cambio dovrebbe ottenere un laghetto.

Scelte politiche difficili da comprendere. Oggi l’area giuglianese è costretta a convivere con i disagi della Linea Arcobaleno e, domani, se tutto andrà come previsto, chi vorrà raggiungere Napoli sarà costretto a percorrere un itinerario che attraversa tutte le periferie della città. Questo tema dovrebbe essere al centro del dibattito politico regionale, perché riguarda un territorio che rappresenta circa il 10% della popolazione dell’intera provincia di Napoli. Non stiamo parlando di una minoranza.

I trasporti sono un diritto democratico. Oggi più che mai. Continuare a relegare i nostri giovani nelle periferie significa alimentare disagio sociale, disuguaglianze ed emarginazione. È un’emergenza di cui la politica deve finalmente farsi carico. Per chi vive in periferia, poter raggiungere il resto del territorio in modo rapido ed efficiente non è un privilegio: è il minimo indispensabile che una società civile dovrebbe garantire.

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