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Il gruppo scout Agesci Giugliano 1 compie 40 anni

Giugliano 1 – 40 anni di storia in storie di vite scout!

La storia del gruppo scout AGESCI Giugliano 1 è una storia fatta di amicizia, avventura, crescita e aiuto verso gli altri che si intreccia con la storia stessa della città di Giugliano.
Quarant’anni di vita, che in realtà affondano le radici ancora più indietro nel tempo, non sono un traguardo che riguarda solo chi ha indossato il fazzolettone, ma rappresentano un pezzo fondamentale del patrimonio sociale, educativo e culturale dell’intero territorio giuglianese.

Quando il prossimo 13 giugno la sede aprirà le proprie porte per festeggiare questo anniversario, non sarà solo un momento per ricordare il passato, ma anche per far capire a tutti quanto lo scoutismo sia importante ancora oggi e, soprattutto, quale può essere la prospettiva futura.

Cosa pensa davvero Giugliano degli scout?
Se facessimo un sondaggio tra le strade di Giugliano, scopriremmo che la stragrande maggioranza della popolazione sa perfettamente chi sono gli scout. Li ha visti camminare in uniforme, fare attività in parrocchia oppure aiutare durante raccolte di beneficenza.
Tuttavia, c’è una sottile differenza tra il “conoscere” e il “capire”. Spesso, molte persone pensano che gli scout siano solo una via di mezzo tra un campeggio e un doposcuola alternativo. Pochi si fermano a riflettere su cosa ci sia dietro.

In un territorio complesso, che spesso offre poche alternative sane di aggregazione per i giovani, il Giugliano 1 ha rappresentato (e rappresenta) un porto sicuro. Lo scoutismo non insegna solo a montare una tenda o ad accendere un fuoco. Insegna a prendersi cura del bene comune, a rispettare l’ambiente, a lavorare insieme e a sviluppare un pensiero critico.
Ma cosa è successo davvero all’interno del gruppo in questo quasi mezzo secolo di attività? La storia del Giugliano 1 è fatta di tradizioni mai cambiate nel tempo, capaci di segnare la crescita di generazioni di ragazzi giuglianesi.

In quarant’anni, sono state pronunciate centinaia di Promesse. La Promessa scout è il momento più solenne nella vita di un ragazzo: davanti ai compagni e ai capi, si decide di impegnarsi a fare del proprio meglio per osservare la legge scout e servire il prossimo. Pronunciata a gran voce o con un filo di emozione, la Promessa scout ha rappresentato per molti giovani giuglianesi, ma accomunati con quelli di tutto il mondo, il primo vero e proprio “patto di responsabilità” della propria vita. Un legame così forte che molti ex scout, oggi adulti, portano ancora nel cuore e legato a quel fazzolettone, con i colori della nostra città, custodito come un tesoro.

Promessa che si intreccia alle riunioni settimanali, alle uscite, ai campi che solo quarant’anni di storia e ricordo possono trasformare in testimonianza. Anni scanditi dalle tante attività, dai tanti campi estivi che ci fanno scegliere di lasciare a casa, per dieci giorni, le comodità quotidiane e vivere in un albergo a milioni di stelle, in un bosco, con le nostre tende ed i nostri sogni.

Una storia piena di difficoltà
Come ogni storia che si rispetti, quella del Giugliano 1 non è stata una storia facile.
Tutto comincia ben prima del 1986. L’arrivo a Giugliano di Don Francesco Russo porta una ventata di novità. Presso la parrocchia “Santissima Madonna delle Grazie”, Don Francesco intuisce che il metodo scout (fondato da Baden-Powell) è perfetto per i ragazzi del posto. Viene fondato il primo gruppo. Tuttavia, la mancanza di continuità decreta la fine precoce di quella prima esperienza.

Nel 1986, grazie alla tenacia di Luigi Russo ed Emmanuele Coppola, il gruppo rinasce ufficialmente. È l’inizio della storia moderna del Giugliano 1. Ma la strada è in salita. Nel metodo scout, per educare i ragazzi (divisi in Branco per i più piccoli e Reparto per gli adolescenti) c’è bisogno della Comunità Capi: un gruppo di adulti disposti a formarsi e a donare gratuitamente il proprio tempo. Nel 1993, la carenza di capi stringe il gruppo: Branco e Reparto vengono chiusi. Sembra la fine, di nuovo.
La vera forza del Giugliano 1 si vede nel momento del bisogno. Chi è cresciuto con quei valori non accetta che la fiamma si spenga.

Nel 1997, dopo anni di faticoso lavoro per ricostruire la Comunità Capi, il Reparto riapre. Il campo estivo di quell’anno ad Agnone diventa il simbolo della rinascita: i ragazzi tornano a dormire sotto le stelle, dimostrando che lo scoutismo a Giugliano era tutt’altro che morto. L’anno successivo, nel 1998, si riapre anche il Branco. Da quel momento il Giugliano 1 continua il suo cammino fino ad oggi.

La festa per i 40 anni del Giugliano 1, prevista per il 13 giugno presso la sede del gruppo, non sarà solo un momento per celebrare se stessi, ma sarà una giornata di condivisione aperta alla città.
Ma l’obiettivo più importante di questa ricorrenza è rispondere alla domanda iniziale: far capire davvero a tutta Giugliano cosa fanno gli scout. Ieri come oggi, i ragazzi del Giugliano 1 continuano a rimboccarsi le maniche per il proprio territorio, fedeli ai motti delle branche: “Estote Parati per fare del nostro meglio e Servire”.

Quarant’anni di storia sono la dimostrazione che quando un progetto è basato su fondamenta solide, sull’avventura e sull’amore per i giovani, nessuna tempesta può abbatterlo.

Buona Caccia e Buona Strada a noi e a tutto il Giugliano 1, per i prossimi quarant’anni e oltre!

Comunicato stampa
La Squadriglia Tigri del Reparto Edelweiss
Giugliano 1

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