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Afragola, Martina Carbonaro si confidava con ChatGpt prima del delitto: “Perché ho paura di Alessio?”

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È una conversazione con ChatGpt, risalente a diversi mesi prima del delitto, a restituire uno spaccato del rapporto tra Martina Carbonaro e l’allora fidanzato Alessio Tucci, oggi imputato per l’omicidio della 14enne avvenuto il 26 maggio 2025 ad Afragola. La chat, acquisita dai carabinieri nell’ambito delle indagini attraverso l’analisi del cellulare della ragazza, è emersa nel corso dell’udienza davanti alla seconda sezione della Corte d’Assise di Napoli.

Afragola, Martina Carbonaro si confidava con ChatGpt prima del delitto: “Perché ho paura di Alessio?”

 

“Come mai ho paura di dare il cellulare al mio ragazzo?”. È questa la domanda che Martina aveva rivolto all’assistente virtuale, confidando un disagio che, secondo quanto ricostruito in aula, non aveva condiviso con familiari o amici. Nella conversazione la ragazza spiegava di avere timore a consegnare il telefono al fidanzato, convinta di aver “sbagliato molto con lui” e di averlo “portato a non fidarsi di me”. Allo stesso tempo raccontava di provare “ansia” all’idea di mostrargli il cellulare pur sapendo che “non ho fatto nulla di male e non voglio fare nulla di male”.

A riferire questi elementi è stato il brigadiere Michele Carusone, in servizio presso la stazione dei carabinieri di Afragola, ascoltato come testimone nel processo a carico del 19enne Alessio Tucci, reo confesso dell’omicidio. Nel corso della sua deposizione, il militare ha illustrato anche il contenuto delle chat scambiate tra i due ragazzi. Da quei messaggi emerge un episodio avvenuto all’inizio di maggio 2025, durante il quale, al culmine di una lite, Tucci avrebbe schiaffeggiato Martina rompendole gli occhiali. Il giorno successivo, però, sarebbe stata proprio la 14enne a chiedere scusa al fidanzato, spiegando di averlo “trattato male” e di essersi “lamentata troppo”.

Secondo il brigadiere, Martina non aveva instaurato un rapporto di particolare confidenza né con i genitori né con le compagne di scuola e “forse nessuno era a conoscenza del reale rapporto che aveva con il fidanzato”.

“Il karma esiste, devi morire per amore”

 

Dalle indagini sono emersi anche numerosi messaggi dal contenuto minaccioso inviati da Tucci dopo la fine della loro relazione. La ragazza aveva iniziato a frequentare un altro coetaneo, circostanza che il 19enne non avrebbe accettato. “Il karma esiste, devi morire per amore”, scriveva in una delle chat. In un altro messaggio aggiungeva: “Vado con i miei amici con i coltelli, ovunque si trovi”, per poi rincarare: “Non sai di cosa sono capace, questo che hai visto è solo l’inizio”.

Martina rispondeva più volte manifestando la propria paura: “Mi fai paura”. Pochi giorni dopo quei messaggi, il 26 maggio 2025, i due si incontrarono per l’ultima volta. Secondo la ricostruzione dell’accusa, raggiunsero il casolare abbandonato nei pressi dello stadio comunale di Afragola, luogo che avevano frequentato durante la loro relazione. Qui, dopo il rifiuto della ragazza di abbracciare l’ex fidanzato, Tucci l’avrebbe uccisa. Il corpo venne nascosto dietro un vecchio armadio e coperto da rifiuti e materiali di risulta. Sarebbe stato ritrovato oltre ventiquattro ore dopo, al termine delle ricerche alle quali partecipò anche lo stesso Alessio Tucci, fingendo di non sapere cosa fosse accaduto.

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