Logoteleclubitalia

Duplice omicidio dei fratelli Marrandino a Succivo, il killer chiede scusa in una lettera

Poche righe contenute in una lettera di scuse di due pagine, scritte a computer, quelle che Antonio Mangiacapre, l’assassino dei fratelli Claudio e Marco Marrandino, ha mandato tramite i suoi difensori ai genitori, ai fratelli, alla moglie ed ai due figli di Marco, alla fidanzata di Claudio.

Duplice omicidio dei fratelli Marrandino a Succivo, il killer chiede scusa in una lettera

 

Ieri 15 Giugno si è celebrato in secondo anniversario dal duplice efferato omicidio che ha sconvolto non solo la piccola città di Cesa, ma l’Italia intera. Due lunghissimi anni sono serviti al killer per comprendere il disvalore di quanto compiuto “Purtroppo solo oggi prendo contezza della gravità e della enormità del mio gesto che, francamente, non riesco a spiegarmi e del quale mi tormento dal primo momento”.

Domani sarà celebrata l’udienza davanti alla prima sezione della corte d’assise d’appello di Napoli, Presidente Dottoressa Saraceno, nel corso della quale ci sarà la requisitoria del Procuratore Generale Dottoressa Aschettino, poi dei difensori delle parti civili, gli avvocati Dario Carmine Procentese e Luigi Poziello (questi ultimi, amici storici dell’avvocato Marco Marrandino), ed infine degli avvocati Paolo Caterino e Giuseppe Stellato, che proveranno a convincere i giudici togati ed i giurati a riconoscere le circostanze attenuanti generiche ed a far concedere uno sconto di pena a Mangiacapre Antonio, già condannato in primo grado all’ergastolo ed all’isolamento diurno per 3 anni (il massimo della pena previsto dal Codice Penale).

La lettera di Antonio Mangiacapre

 

“L’unica cosa che posso fare è chiedere perdono – scrive Mangiacapre nella missiva -, pur sapendo che una richiesta del genere non potrà trovare accoglimento per la sconsideratezza del gesto compiuto. Per quanto sia difficile crederlo, l’azione da me realizzata è stata il frutto di un grande stato di esasperazione e di timore che non sono stato in grado di gestire.

Mi rendo conto di aver esploso colpi di pistola nei confronti di due ragazzi con i quali era insorto un momento di frizione, ma devo anche dirvi che non è stata quella la causa o la ragione del mio comportamento, ragione che tutt’ora non riesco a ricostruire né a spiegare.

Banner Union2 Sito

In situazioni come quella che ho causato, ogni parola e tutte le parole sono sbagliate, ma l’esigenza di chiedere perdono l’avverto come proveniente dal mio più profondo intimo. In pochi attimi, e senza riflessione alcuna, ho determinato conseguenze che mai avrei pensato di poter causare.

Non vi è spiegazione, né ragioni che si possano esprimere in maniera normale. Ho sbagliato gravemente e le conseguenze sono state di tale gravità che me ne vergogno profondamente.

Per tutto quello che ho fatto mi rimetto alle valutazioni di codesta Corte, consapevole dell’enormità del fatto da me realizzato, ma è proprio tale enormità ad indurmi, seppur con ritardo, a manifestare i segni del grave disagio e dell’incolmabile difficoltà in cui mi trovo.

Chiedo scusa a tutti: ai familiari, alla Corte e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa vicenda. Attendo con ansia una decisione che voglia anche considerare quell’esasperazione ed erronea valutazione che mi indussero ad agire in così errata maniera. Mi scuso ancora e chiedo perdono, pur sapendo di non meritarlo”.

Ti potrebbe interessare

Torna in alto