Dodici persone sono state raggiunte questa mattina da misure cautelari nell’ambito di una vasta operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e dalla Squadra mobile di Caserta diretta dal Primo Dirigente Massimiliano Russo. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Napoli Nord, ha disposto il carcere per sette indagati e gli arresti domiciliari per altri cinque.
Gli indagati, tutti residenti tra Giugliano e Villaricca, sono gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine a mano armata e alla detenzione abusiva di armi, anche da guerra.
Le indagini partite dalla rapina alla Banca Popolare di Milano di Giugliano
L’inchiesta trae origine dalla rapina messa a segno nel 2022 presso la gioielleria Marotta ad Aversa e dal colpo alla Banca Popolare di Milano di Giugliano, risalente al gennaio 2023. In quell’occasione i malviventi, armati e con il volto coperto, riuscirono a introdursi all’interno dell’istituto di credito attraverso un tunnel scavato dalla rete fognaria che conduceva direttamente ai locali della banca. Le prime attività investigative consentirono di individuare alcuni soggetti che avrebbero svolto il ruolo di “palo” durante l’azione criminale.
La tecnica del buco: tunnel dalla fogna fino ai caveau
Il successivo sviluppo delle indagini, condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta anche attraverso attività tecniche e intercettazioni, avrebbe consentito di ricostruire l’esistenza di una struttura criminale stabile e ben organizzata. Secondo gli investigatori, il gruppo era specializzato nella cosiddetta “tecnica del buco”: i componenti dell’organizzazione scavavano tunnel sotterranei utilizzando la rete fognaria per raggiungere banche e uffici postali. Una volta arrivati sotto gli edifici, praticavano un foro nel pavimento del diametro di circa 40-50 centimetri e si introducevano all’interno dei caveau. Per evitare di lasciare tracce, entravano in azione con tute integrali, mascherine, cappucci e guanti di gomma.
Contestate anche due tentate rapine a Giugliano e Villaricca
Le indagini hanno inoltre consentito di attribuire agli indagati il presunto coinvolgimento in altre due tentate rapine ai danni di uffici postali situati a Giugliano e Villaricca, pianificate con la stessa metodologia utilizzata per gli assalti agli istituti di credito. Gli investigatori ritengono che l’associazione fosse strutturata con una precisa divisione dei ruoli e operasse in maniera continuativa nella pianificazione di colpi ad alto impatto.
Possibile collegamento con la rapina al Crédit Agricole del Vomero
Tra gli aspetti che ora saranno approfonditi dagli inquirenti vi è il possibile collegamento con la clamorosa rapina avvenuta il 16 aprile scorso presso la filiale del Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Vomero di Napoli. Al momento non risultano contestazioni specifiche in relazione a quell’episodio, ma gli investigatori non escludono che tra gli arrestati possano esserci soggetti coinvolti anche nel colpo che ha fatto parlare tutta Italia per modalità operative e organizzazione.
Elicottero della Polizia nei cieli di Giugliano durante il blitz
L’operazione di questa mattina ha visto impegnati uomini della Squadra Mobile, dei Commissariati della provincia di Caserta, del Reparto Prevenzione Crimine, unità cinofile e un elicottero della Polizia di Stato, avvistato fin dalle prime ore dell’alba nei cieli di Giugliano. Proprio la presenza del velivolo aveva attirato l’attenzione di numerosi residenti, che avevano segnalato il continuo sorvolo della città già dalle ore 5 del mattino.
Indagini ancora aperte
L’inchiesta prosegue per verificare eventuali ulteriori responsabilità e collegamenti con altri assalti compiuti negli ultimi anni tra Napoli e Caserta. Gli investigatori stanno analizzando il materiale sequestrato durante le perquisizioni eseguite nel corso del blitz. Tra i 12 destinatari delle misure cautelari, due persone poste agli arresti domiciliari sono assistite dall’avvocato Luigi Poziello.
Tutti i nomi degli arrestati: Beniamino Belfiore, Antonio Chiariello, Domenico Chiariello, Antimo Di Matteo, Antonio Foliniello, Giuseppe Giappone, Simone Gigante, Giuseppe Hachroun, Antonio Martori, Pio Giuseppe Saulino, Francesco Pio Staterini e Francesco Russo.








