Dodici misure cautelari, sette arresti in carcere e cinque ai domiciliari. È il bilancio della vasta operazione condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord contro un gruppo ritenuto legato alla cosiddetta “banda del buco”, l’organizzazione criminale specializzata nelle rapine attraverso tunnel sotterranei. L’inchiesta, sviluppata dalla Squadra Mobile di Caserta guidata dal dirigente Massimiliano Russo, ha riportato al centro dell’attenzione un fenomeno criminale che da decenni rappresenta una delle specializzazioni più particolari della criminalità campana.
La banda del buco: una tradizione criminale nata nell’hinterland napoletano
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la banda del buco non è una singola organizzazione criminale.
Per gli investigatori si tratta piuttosto di una vera e propria “scuola” criminale, una specializzazione tecnica tramandata negli anni e sviluppatasi soprattutto tra Napoli nord, Giugliano, Villaricca e l’hinterland partenopeo. In Campania questi rapinatori vengono spesso chiamati anche “fognari”, perché sfruttano la rete fognaria per raggiungere banche, uffici postali, gioiellerie e attività commerciali senza essere visti.
Come vengono organizzati i colpi
Dietro una rapina della banda del buco non c’è nulla di improvvisato. La preparazione può richiedere mesi di lavoro e inizia generalmente con il reclutamento di un cosiddetto “basista”, una persona in grado di fornire informazioni riservate sulla struttura dell’obiettivo, come dipendenti infedeli o addetti alla sicurezza. Successivamente vengono effettuati sopralluoghi e studi approfonditi delle planimetrie. Solo dopo parte il lavoro più complesso: lo scavo dei cunicoli. Gli uomini-talpa utilizzano martelli demolitori, martinetti idraulici e sistemi di sostegno in legno per evitare crolli durante la realizzazione dei tunnel.
Tunnel venduti fino a 50mila euro
Uno degli aspetti più sorprendenti emersi negli anni dalle indagini riguarda il mercato clandestino dei cunicoli. Secondo diverse testimonianze investigative, alcune squadre specializzate si occuperebbero esclusivamente della realizzazione dei tunnel, senza partecipare direttamente alle rapine. Una volta completato lo scavo, il passaggio sotterraneo verrebbe “venduto” ad altre bande criminali a cifre che possono raggiungere anche i 50mila euro. In pratica, il tunnel diventa un prodotto criminale pronto all’uso, acquistato da gruppi che si occuperanno esclusivamente dell’assalto finale.
Dal colpo alla BPM di Giugliano all’operazione di oggi
L’indagine culminata con gli arresti di questa mattina è partita da una rapina avvenuta in una gioielleria ad Aversa nel 2022 e poi una rapina avvenuta il 16 gennaio 2023 alla filiale della Banca Popolare di Milano di Giugliano. In quell’occasione i rapinatori riuscirono a entrare nell’istituto di credito attraverso un tunnel scavato dalla rete fognaria. Gli investigatori hanno poi ricostruito il presunto coinvolgimento degli indagati in altre tentate rapine ai danni di uffici postali di Giugliano e Villaricca, sempre utilizzando la stessa tecnica. L’operazione ha visto impegnati uomini della Squadra Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine, unità cinofile e un elicottero della Polizia di Stato che per ore ha sorvolato il territorio di Giugliano, attirando l’attenzione dei residenti.
Il sospetto sul colpo al Crédit Agricole del Vomero
Tra gli aspetti che gli investigatori stanno approfondendo c’è anche un possibile collegamento con la clamorosa rapina del 16 aprile 2026 alla filiale del Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, al Vomero. Quel giorno tra sei e nove banditi emersero improvvisamente dal pavimento della banca, presero in ostaggio clienti e dipendenti e riuscirono a svuotare decine di cassette di sicurezza prima di fuggire attraverso un tunnel collegato alla rete fognaria. Un colpo spettacolare che ha riportato sotto i riflettori nazionali il fenomeno della banda del buco. Le attività investigative proseguono per accertare eventuali collegamenti con altri colpi avvenuti negli ultimi anni tra Napoli, Caserta e altre città italiane. Non si escludono ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.
Tutti i nomi: Beniamino Belfiore, Antonio Chiariello, Domenico Chiariello, Antimo Di Matteo, Antonio Foliniello, Giuseppe Giappone, Simone Gigante, Giuseppe Hachroun, Antonio Martori, Pio Giuseppe Saulino, Francesco Pio Staterini e Francesco Russo.






