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Giugliano, pensioni false gestite dal clan Mallardo: prescrizione per tutti gli imputati

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Si chiude con una sentenza di prescrizione il processo sulla maxi truffa dei falsi invalidi legata al clan Mallardo. L’undicesima sezione collegiale del Tribunale di Napoli ha infatti dichiarato estinti i reati per tutti gli imputati.. Erano accusati di truffa con l’aggravante mafiosa. Quest’ultima è stata esclusa.

Truffa all’INPS da 9 milioni, la sentenza

Secondo quanto stabilito dai giudici, le accuse di truffa risultano prescritte. Cade inoltre l’aggravante del metodo mafioso, inizialmente contestata nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Napoli. I fatti risalgono al settembre 2016, quando la Guardia di Finanza portò alla luce un vasto sistema illecito gestito dalla camorra, in particolare dal clan Mallardo, attivo nell’hinterland nord di Napoli. L’indagine portò a: 33 persone agli arresti domiciliari e al coinvolgimento di 3 funzionari del Comune di Giugliano.

Il sistema delle false pensioni

Secondo gli investigatori, il clan gestiva un giro di pensioni di invalidità false che avrebbe sottratto all’INPS circa 9 milioni di euro. Centinaia di persone avrebbero ottenuto indebitamente sussidi senza avere alcun diritto. Le somme venivano: utilizzate come “stipendi” per gli affiliati oppure versate al clan sotto forma di arretrati La documentazione risultava falsificata e, in molti casi, i beneficiari non erano mai stati sottoposti a visite mediche. All’esito del processo, la DDA aveva chiesto condanne anche a 7 anni di reclusione.

Sequestri per oltre 9 milioni

Nel corso dell’operazione, le forze dell’ordine eseguirono sequestri di beni per un valore complessivo superiore a 9 milioni di euro, pari alle somme indebitamente percepite.

Collegio difensivo

 

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Celestino Gentile, Michele Giametta, Luigi Poziello, Salvatore Cacciapuoti, Pasquale Parisi, Vincenzo Cortellessa, Emilia Sequino, Giuseppina Di Domenico, Antimo D’Alterio, Carmela Maisto, Raffaella Pennacchio, Matteo Casertano, Mariangela Maietta, Flavia Russo, Mario Buono, Sergio Aruta, Francesco Smarrazzo.

I nomi degli imputati

Alborino Stefano
Arboretto Maddalena
Argiuolo Raffaela
Barbato Annunziata
Barbato Chiesa
Barbato Chiara
Buongiorno Silvana
Caianiello Margherita
Camerlingo Elena
Carleo Giuseppe
Ciccarelli Carmela
Cerbero Annunziata
Cerbero Gabriele
Ciccarelli Maddalena
Ciccarelli Carmela
Comparone Guido
Cipolletta Francesco
Coppola Palmina
D’Alterio Anna
D’Alterio Maria Grazia
D’Alterio Vincenzo
D’Urso Luisa
Del Luongo Raffaella
Di Fiore Giuseppe
Di Fiore Guido
Di Fiore Silvana
Di Gennaro Amelia
Di Vicino Luigi
Izzo Adele
Esposito Angelina
Filtroso Maria
Mallardo Rosa
Maisto Nicola
Maisto Santa
Marciano Carlo
Minieri Antonio
Moraca Angela
Muoio Annna Maria
Palma Francesco
Palma Luigi
Palma Paola
Palumbo Arcangelo
Palumbo Enrico
Palumbo Vincenzo
Pastena Stefano
Pennacchio Fiorenza
Pennacchio Giulio
Pirozzi Elvira
Rega Giuseppe
Rega Pasqualina
Riccio Luigi
Ripici Amalia
Romano Michele
Rossi Valeria
Russo Rosa
Russo Iolanda
Russo Rosa
Sagliocco Potenza Velia
Santoro Domenico
Scaffido Pasqualina
Sequino Nunzia
Sgambati Giuseppa
Taglialatela Ferdinando
Taglialatela Scafati Elisa
Taglialatela Scafati Rosa
Truppa Carmine
Truppa Stefano
Volpe Carolina
Di Rosa Umberto
Musella Angela
Piccirillo Antonietta
Giuliano Pirozzi
Cecere Pietro
Di Napoli Alfredo
Iodice Maria
Tufo Giuseppa
Viglione Michele
Volpe Carolina
Bisesti Pasquale
Damiani Nunzia
Donnarumma Giovanna
Giannelli Paolo
Marano Gennaro
Pennacchio Antonietta
Granata Vincenzo
De Simone Gaetano
Di Rosa Umberto
Manna Luigi
Musella Angela
Petriccione Rosaria
Piccirillo Antonietta
Poziello Giuseppe
Sica Vincenzo
Pirozzi Giuliano
Cecere Pietro

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