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Ponticelli, in centinaia per l’ultimo saluto a Fabio Ascione: “Non possiamo parlare di fatalità”

È il cardinale Don Mimmo Battaglia ad aprire i funerali di Fabio Ascione, il 20enne ucciso per errore in via Miranda da un colpo di pistola la notte del 7 aprile mentre rientrava a casa dopo il lavoro. “Lo affidiamo a Cristo”, ha detto don Mimmo. Il corpo del ragazzo giace in un feretro bianco, di fianco a una gigantografia che lo ritrae. Nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Ponticelli si sono radunate centinaia di persone per rendere omaggio all’ennesima vittima innocente di violenza, un delitto maturato per caso, come emerge anche dalle indagini condotte dai carabinieri sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

Ponticelli, in centinaia per l’ultimo saluto a Fabio Ascione: “Non possiamo parlare di fatalità”

 

Nelle ultime ore è stato arrestato Francesco Pio Autiero, 23 anni, ritenuto responsabile dello sparo mortale. Secondo la ricostruzione, dopo uno scontro a fuoco con alcuni individui di Volla, il giovane avrebbe esploso dei colpi, vantandosi della propria abilità con la pistola. Uno di questi proiettili, forse dopo un rimbalzo, ha colpito al petto Fabio, completamente estraneo ai fatti.

“Continuiamo a fare i conti con i morti. Giovani che ci lasciano e famiglie che portano croci troppo pesanti – ha tuonato don Mimmo Battaglia durante la sua omelia -. Come la famiglia di Fabio sono stati troppi i funerali di giovani uccisi da proiettili assassini. Troppo occhi chiusi per sempre. Ogni volta un sogno infranto. Oggi la tragedia porta il volto di Fabio. Napoli deve avere il coraggio di guardarsi allo specchio, non possiamo parlare più di fatalità. Ci sono figli che nascono con opportunità e figli che invece devono andarle a cercare. Finché sarà così continueremo a celebrare funerali”.

Istituzioni presenti

 

Fondamentale per le indagini è stata la testimonianza di due ragazzi dello stesso gruppo, che – come sottolinea il pm – «hanno rotto il muro di omertà». Presenti in chiesa anche diverse autorità locali, tra cui la vicesindaca Laura Lieto, l’assessore alla Legalità Antonio De Jesu e il parlamentare Francesco Emilio Borrelli. Forte la commozione durante la cerimonia: il dolore della madre di Fabio, sostenuta dal figlio maggiore, è il simbolo di una tragedia che ha colpito un’intera comunità.

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