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Ospedale Monaldi, medici insultati e minacciati di morte: “Vi veniamo a prendere”. Boom di interventi annullati

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La Procura sta passando al setaccio le chat tra i medici coinvolti nel trapianto di cuore pediatrico fallito il 23 dicembre scorso, costato la vita al piccolo Domenico Caliendo. Sono sette i medici indagati per omicidio colposo nell’inchiesta che punta a chiarire ogni passaggio dell’intervento eseguito tra Bolzano e Napoli.

Trapianto di cuore fallito: sette indagati

Nel registro degli indagati figurano il primario della Cardiochirurgia pediatrica del Monaldi, un anestesista, alcune cardiochirurghe e i medici che si occuparono della fase di espianto dell’organo a Bolzano. Il sequestro dei telefoni cellulari disposto dagli inquirenti non ha riguardato il primario di Cardiochirurgia, ultima persona iscritta nel registro. Obiettivo della magistratura è comprendere perché l’intervento sia stato avviato nonostante i dubbi emersi sulla corretta conservazione del cuore, poi risultato gravemente danneggiato.

Il cuore “bruciato” dal ghiaccio secco: l’errore tecnico

Secondo la ricostruzione investigativa, la funzionalità dell’organo sarebbe stata compromessa da una serie di scelte tecniche rivelatesi fatali. Il trasporto del cuore dall’Alto Adige alla Campania sarebbe avvenuto in un contenitore ritenuto meno evoluto rispetto a quelli indicati dalle linee guida. Il punto critico, però, si sarebbe verificato quando dal Monaldi sarebbe stata richiesta l’integrazione del ghiaccio mancante fino alla copertura completa del secchiello. In quel momento, invece del ghiaccio d’acqua, sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco, che avrebbe “bruciato” il cuore, compromettendone in modo irreversibile la funzionalità.

Attraverso le chat, i pubblici ministeri cercano di verificare se vi fosse consapevolezza delle condizioni dell’organo prima di procedere con il trapianto. La scelta di operare sarebbe stata motivata dall’assenza di alternative per salvare il piccolo paziente, ma l’inchiesta punta a ricostruire nel dettaglio le decisioni prese in quelle ore drammatiche.

Il Monaldi sotto pressione: minacce e disdette

Mentre l’inchiesta giudiziaria prosegue, l’ospedale Monaldi di Napoli è finito al centro di una violenta ondata di odio sui social, come riportato dal Corriere della Sera. Le pagine ufficiali della struttura sono state sommerse da insulti e minacce: «Bastardi, spero vi facciano del male» o «li dobbiamo andare a prendere uno per uno», tanto da costringere la direzione a disattivare i commenti su Facebook e Instagram e a rafforzare la vigilanza interna.

Il clima, secondo quanto riportato, sarebbe diventato estremamente teso anche tra le corsie. Si registrano numerose disdette di interventi programmati, non solo in cardiochirurgia. La vicenda ha generato una profonda crisi di fiducia tra i pazienti e le loro famiglie.

L’inchiesta sul trapianto di cuore fallito al Monaldi resta ora al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica, mentre si attendono gli esiti degli accertamenti tecnici che dovranno chiarire eventuali responsabilità.

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