Maria Rosaria Boccia è stata rinviata a giudizio dal gup di Roma con le accuse di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata ai danni dell’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
Caso Sangiuliano, Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio
Contestati anche i reati di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di alcuni eventi. Il processo è stato fissato al prossimo 6 ottobre. Nel procedimento sono parti civili Sangiuliano, la moglie e l’ex capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli.
“Ringraziamo la procura perché si tratta di un’imputazione fortemente innovativa e vede già nella relazione sentimentale l’attività di stalking. Sotto questo profilo è un capo di imputazione che riconosce la sottomissione nell’ambito della relazione, e ovviamente il giudice ha disposto il rinvio a giudizio. Un processo che riabilita a nostro giudizio il dottor Sangiuliano”, hanno dichiarato i legali di parte civile, di Gennaro Sangiuliano e della moglie, gli avvocati Silverio Sica e Giuseppe Pepe.
Nel procedimento è parte civile è anche l’ex capo di gabinetto del dicastero Francesco Gilioli. “Gilioli si è costituito parte civile perché giustamente – ha commentato il suo avvocato Renato Archidiacono – si è sentito diffamato dalle informazioni propalate da Boccia in ordine alla sottoscrizione di un contratto che non è mai stato sottoscritto e alla sparizione del contratto stesso. Vediamo lesa la sua immagine di alto funzionario dello Stato”.








