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Acerra, “Pagano tutti a me”: estorsione all’imprenditore in videochiamata, preso “Tonin ’o Cinese”. 4 arresti

Acerra, “Pagano tutti a me”: estorsione all'imprenditore in videochiamata , preso "Tonin ’o Cinese". 4 arresti
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Quattro persone sono state arrestate ad Acerra nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della Stazione di Acerra hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA).

Gli indagati sono gravemente indiziati del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tra loro figura anche Antonio Aloia, detto “Tonin ’o Cinese”, 47 anni, che era latitante da un anno e mezzo ma, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe continuato a impartire ordini e a pretendere denaro.

“Pagano tutti a me”: le minacce a un imprenditore di Acerra

I fatti contestati si sarebbero verificati tra luglio e ottobre 2025. In questo periodo i quattro indagati, evocando la propria appartenenza alla criminalità organizzata locale, avrebbero minacciato ripetutamente un imprenditore di Acerra chiedendo il pagamento di somme di denaro per consentirgli di proseguire la propria attività lavorativa. Un meccanismo tipico del racket, basato su intimidazioni e pressioni continue, con richieste di soldi che – secondo l’accusa – sarebbero state avanzate facendo leva sul metodo mafioso.

Il latitante “comandava” anche da lontano: emissari e videochiamata

Un dettaglio particolarmente inquietante emerso nell’inchiesta riguarda proprio il ruolo del latitante. Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato Antonio Aloia a inviare due emissari presso l’abitazione dell’imprenditore finito nel mirino. Non un messaggio scritto né un biglietto: i presunti estorsori avrebbero mostrato alla vittima un telefono cellulare. Dall’altro lato dello schermo, in videochiamata, appariva il volto del boss latitante che, sempre secondo l’accusa, si sarebbe presentato e avrebbe preteso il pagamento: “Mi riconosci? Sono Tonin ’o Cinese. Lo sai che ad Acerra stanno pagando tutti quanti a me. Ad agosto tu mi devi fare un regalo, perché ho saputo che stai facendo i soldi e che stai aprendo un’altra scuola”

Con l’esecuzione del provvedimento cautelare, la Procura e l’Arma dei Carabinieri proseguono nell’azione di contrasto ai reati di estorsione e alle pressioni della criminalità organizzata sul tessuto economico locale.

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