Decoder sempre più rari, quasi oggetti da museo. La pirateria TV cambia pelle e accelera: oggi la nuova frontiera del “pezzotto” passa soprattutto dai codici e dai link distribuiti sui social, TikTok su tutti, previa ricarica e pagamento con carte prepagate. Un sistema rapido, capillare e difficilissimo da contenere, che consente di accedere illegalmente a contenuti protetti da copyright – sport, cinema, serie tv e musica – con abbonamenti “low cost” a pochi euro al mese.
Un fenomeno ormai nazionale e locale, che continua a colpire soprattutto il calcio: tra i contenuti più richiesti restano al centro le partite del Napoli di Antonio Conte, uno dei prodotti più “caldi” sul mercato clandestino.
Pezzottogate: maxi indagini e multe agli utenti
Lo scenario è in rapida evoluzione. Da una parte si punta a colpire le organizzazioni che gestiscono i flussi illegali, dall’altra cresce l’attenzione verso chi utilizza il servizio, con migliaia di utenti identificati e destinatari di sanzioni.
Come anticipa Il Mattino, secondo le ricostruzioni, è stata smantellata un’infrastruttura IPTV che ritrasmetteva contenuti in violazione della legge sul diritto d’autore. Gli utenti sarebbero stati tracciati grazie ad analisi di dati anagrafici e finanziari, con il coinvolgimento di reparti specializzati della Guardia di Finanza.

DAZN passa al contrattacco: richieste di “indennizzo” da 500 euro
Non solo multe: ora si apre un altro capitolo. DAZN ha avviato l’invio di comunicazioni agli utenti individuati, chiedendo un indennizzo forfettario di 500 euro come proposta conciliativa per evitare ulteriori azioni in sede civile. Una mossa che punta a disincentivare definitivamente l’uso del pezzotto, spostando l’attenzione anche sul rischio economico per chi “guarda e basta”.
Come funziona la nuova truffa dei codici
Il “pezzotto” di oggi non è più solo il classico decoder. Il metodo più diffuso prevede: link e codici condivisi in privato tramite social o chat, pagamento con carte prepagate e l’accesso a partite, film, serie e musica con costi irrisori
Un sistema che si alimenta con il passaparola e con una rete di contatti sempre più “social”, rendendo l’offerta illegale più facile da reperire e più veloce da attivare.
La strategia: colpire organizzatori e utenti
La linea investigativa, ormai chiara, punta a due obiettivi: smantellare i vertici del traffico e scoraggiare chi alimenta il mercato acquistando codici e abbonamenti illegali. Ed è proprio su questo doppio binario – repressione dei registi e sanzioni ai clienti – che si gioca la nuova fase della battaglia contro la pirateria digitale. Intanto, verifiche e accertamenti proseguono: il pezzotto non è solo una scorciatoia “furba”, ma un sistema che espone a conseguenze concrete. E oggi, tra multe e richieste di risarcimento, il rischio per gli utenti è più alto che mai.







