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Con 166 voti a favore e 41 contrari l’aula del Senato ha autorizzato l’uso delle intercettazioni telefoniche del senatore di Forza Italia Luigi Cesaro. Il senatore risulta indagato a Napoli nell’ambito di un’inchiesta su episodi di corruzione elettorale in Campania insieme al figlio, Armando.

Luigi Cesaro, il Senato dice sì all’uso delle intercettazioni telefoniche

La richiesta, riguardava l’autorizzazione di 21 telefonate effettuate tra il 2016 e il 2017, ma prima la Giunta e poi l’Aula, hanno autorizzato l’utilizzo di sole 6 comunicazioni, che sarebbero le conversazioni di un parlamentare captate casualmente. A tal proposito, l’avvocato Alfonso Furgiuele, legale del senatore Cesaro, si è così espresso: “Sono soltanto sei su ventotto le intercettazioni che il Senato, ha ritenuto utilizzabili nel procedimento a carico del senatore Cesaro. Tutte le altre non erano ‘occasionali’, cioè la polizia giudiziaria le ha acquisite nella consapevolezza di intercettare un parlamentare senza l’autorizzazione della camera di appartenenza. Dunque in violazione dell’articolo 68 della Costituzione e perciò non hanno valore probatorio”.

L’inchiesta

L’inchiesta della Procura di Napoli ha per oggetto presunti voti di scambio sulla campagna per le Regionali del 2015, che sancì l’elezione del figlio del senatore santantimese, Armando Cesaro, con oltre 27 mila preferenze. Consensi che, secondo l’accusa, sarebbero però stati in parte « comprati » promettendo grandi affari o piccoli favori. Tra i tanti, una commessa pubblica del valore complessivo di 10 milioni di euro, una nomina all’Asl, l’assunzione di un impiegato alle Poste e di un medico al San Raffale di Milano, due abbonamenti per una piscina.

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