Per andare in discoteca potrebbe servire il green pass. E’ l’ipotesi su cui sta ragionando il governo per consentire anche al settore delle discoteche di ripartire al più presto.

Riaperture, in discoteca solo con il green pass: come funzionerà

A rivelarlo è il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in occasione della presentazione del rapporto sulla ristorazione 2020 di Fipe Confcommercio. Sulla ripartenza, spiega, la decisione è “quella di dare una prospettiva di certezza, che è definita nelle date che conoscete, che è penalizzante, mi rendo conto, per alcun i settori, il caso più eclatante è quello delle discoteche”.

Per il settore delle discoteche, aggiunge Giorgetti, il green pass “è forse l’unica via di fuga rispetto a un’indefinita situazione”.

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Ma cosa prevede il green pass? Se la certificazione venisse introdotta per consentire una riapertura in sicurezza, allora i partecipanti dovranno soddisfare una di queste tre condizioni: essere vaccinati o essere guariti dal covid-19 oppure aver effettuato il tampone molecolare 48 ore prima. Al momento, la cabina di regia non ha fissato alcuna data per la riaperture di discoteche e sale da ballo. E pertanto non è ancora disponibile un protocollo di sicurezza.

A giugno, però, solo due discoteche italiane – una a Gallipoli e l’altra a Milano – riapriranno in via sperimentale. Il salentino Praja farà accedere 2mila giovani, che dovranno sottoporsi a un doppio tampone: uno 36 ore prima e un altro una settimana dopo l’evento. L’altra discoteca candidata per l’esperimento è il Fabrique di Milano.
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