Giugliano. L’estate è alle porte ma se altrove vuol dire bella stagione, da queste parti significa anche incubo roghi tossici. Sono ancora diverse le discariche abusive sul territorio. Tonnellate di rifiuti tra le campagne, i soldi per rimuovere ci sono ma la bonifica è ferma al palo: oltre 2 milioni e 200mila euro sono a disposizione del Comune di Giugliano, le operazioni però sono ancora bloccate tra lungaggini tecniche e burocratiche. Ritardi che pesano comune un macigno sulla salute pubblica a causa delle mancate bonifiche.

GIUGLIANO, BONIFICHE ANCORA FERME

I fondi furono stanziati col via libera dell’ex ministro dell’Ambiente, Sergio Costa: 4 milioni di euro a Giugliano e Caivano per togliere – annunciò il generale Costa nel settembre 2020 – “la benzina dalla Terra dei Fuochi”. La lista giuglianese comprendeva 11 siti da ripulire ma, ad oggi, solo un intervento è stato effettuato: quello al Borgo di Casacelle con la relativa vicenda dei sacconi rimossi dopo 7 mesi. La bonifica fu affidata dal commissario Cimmino ad un ditta già aggiudicataria di un appalto precedente. Ora deve essere bandita una nuova gara ma la procedura sembra essersi incartata.

C’è stato il decesso del responsabile del procedimento, la macchina amministrativa è alle prese con la carenza d’organico e la lotta ai roghi, a quanto pare, ha fatto posto ad altre incombenze per l’amministrazione comunale. L’assessore all’ambiente Luigi Grimaldi, contattato dalla nostra redazione, fa sapere che si sta provando a sbloccare l’appalto al più presto: “E’ una nostra priorità” promette l’esponente della giunta Pirozzi. 

Il grande progetto di riqualificazione ambientale è dunque fermo al palo, nonostante l’importante stanziamento del Ministero. Quei soldi sono ancora fermi, gli sversamenti nelle campagne aumentano e si teme un’altra estate segnata dalla diossina. 

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