Non figura tra i punti all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, ma è un problema che assilla (e non poco) l’amministrazione Liccardo. Tra i tanti creditori del Comune ce n’è uno, l’avvocato Riccardo Marone, che reclama il pagamento di circa 600 mila euro. Sì, 600 mila euro. Spettanze accumulatesi tra il 2001 e il 2012, per le collaborazioni professionali fornite dall’ex sindaco di Napoli, per la cui liquidazione l’Ente non ha ancora deciso il da farsi: probabile che venga effettuata una ricognizione sull’effettiva entità degli emolumenti spettanti al noto professionista e che alla fine si opti, Marone permettendo, per la sottoscrizione di un atto transattivo tra le parti.

 

 

Atto transattivo tra le parti? Un patto che impegni l’Amministrazione a liquidare (in tempi non biblici) almeno una prima parte del cospicuo debito e Marone, che ieri era al Comune, a non procedere con decreti ingiuntivi che rischierebbero di mettere definitivamente in ginocchio le asfittiche casse del Comune di Marano.

 

 

 

Di chi è la responsabilità? Ma perché Marone non è stato regolarmente pagato nel corso di tutti questi anni? Chi ha consentito che il debito raggiungesse una simile cifra? Chi doveva occuparsene? Domande che attendono ancora una risposta. Ma al di là della grana Marone, condannato di recente dalla Corte dei conti al pagamento di 560 mila euro per una vicenda legata agli ex Lsu di Napoli, a preoccupare sono anche gli oltre mille i contenziosi legali, i procedimenti pendenti che vedono coinvolto l’ente comunale e sempre per il mancato pagamento di ditte e collaboratori esterni. Le cifre sono state snocciolate a più riprese dall’assessore al Bilancio Paolo Longoni.

 

 

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