Pompei. Risolto il giallo sulla morte di Grazia Severino, la studentessa di 23 anni, trovata in fin di vita con ferite da taglio sull’addome in un’area condominiale, situata in via Carlo Alberto I Traversa, a Pompei, e poi deceduta subito dopo al San Leonardo di Castellammare.

Pompei, risolto il giallo di Grazia: si è lanciata dal quarto piano

A chiarire i contorni della vicenda sono state le dichiarazioni dei genitori della ragazza. “Era in cura da uno psichiatra da due anni, ma rifiutava di prendere le medicine“, affermano disperati.

Secondo il racconto dei genitori, lo specialista l’aveva visitata stamattina e l’aveva trovata profondamente turbata. Nel pomeriggio, dopo aver comprato delle forbici con cui si è tagliata superficialmente la pancia, si è lanciata nel vuoto. Secondo quanto riportato da La Stampa, la giovane non aveva mai accettato il suo corpo, tanto da privarsi del cibo fino a diventare anoressica.

Proprio quelle ferite sull’addome avevano lasciato supporre agli investigatori che si trattasse di un omicidio. E invece la 23enne, iscritta alla facoltà di Matematica all’università di Fisciano, avrebbe fatto tutto da sola. In un primo momento anche i sanitari dell’ospedale avevano riscontrato segni compatibili con una violenza sessuale.    Sarà adesso l’autopsia, disposta dal pm di turno che si è recato sul posto, Antonio Barba della Procura di Torre Annunziata, a chiarire le precise cause del decesso.

 

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